90 ANNI DI QUADRIFOGLIO VERDE

Di motorpad.it Pubblicato Mercoledì, 05 Giugno 2013. nella categoria Eventi

Il Quadrifoglio Verde con base bianca triangolare in bella vista su una Alfa Romeo rossa è uno dei simboli della sportività italiana nel motor sport, uno dei pochi capaci di scatenare subito ricordi di grandi battaglie sulle piste e le strade di tutto il mondo.

90 ANNI DI <br/>QUADRIFOGLIO VERDE
Il Quadrifoglio Verde con base bianca triangolare in bella vista su una Alfa Romeo rossa è uno dei simboli della sportività italiana nel motor sport, uno dei pochi capaci di scatenare subito ricordi di grandi battaglie sulle piste e le strade di tutto il mondo. Quest’anno si festeggiano i 90 anni di questo simbolo che solo le più performanti e competitive auto del biscione potevano avere l’onore di esibire. La storia ci racconta che durante la Grande Guerra (1915-1918) un quadrifoglio riconosceva gli aerei della “X Squadriglia da combattimento Caproni” . La prima auto a mostrarlo sul cofano è stata la RL di Ugo Sivocci che nel 1923 ha vinto la Targa Florio percorrendo i 432 chilometri del Circuito delle Madonìe (4 giri da 108 km ciascuno) alla media di 59,040 km/h, una velocità incredibile per l'epoca considerando soprattutto le insidie e le strade non asfaltate. Un risultato così sorprendente che anche gli altri componenti della squadra, Enzo Ferrari, Antonio Ascari e Giulio Ramponi,  decisero di adottarlo per tutte le altre gare. Da qui il legame con le Alfa Romeo diventa indissolubile e ritorna alla vittoria nel 1925 quando Brilli Peri si aggiudica a Monza, alla guida della P2, il “Campionato Mondiale di Corse Automobilistiche”, il primo dei cinque Titoli Mondiali vinti dall’Alfa Romeo. Anche la Scuderia Ferrari che gestiva la auto ufficiali della casa lo adotta insieme al cavallino rampante. Nel 1950 e nel 1951, sono Giuseppe “Nino” Farina e Juan Manuel Fangio a portare al successo le Alfa Romeo 158 e 159 “Alfetta”, nei primi due Campionati Mondiali di Formula 1, e anche qui il Quadrifoglio Verde è presente. Il passaggio agli anni Sessanta vede lo stemma da corsa, concesso ad alcune versioni sportive di modelli di produzione, a testimonianza dello stretto legame con le competizioni.  Sono le vetture pronto corsa come la “Giulia”, la “TI Super” a cui in seguito si aggiungerà il logo azzurro triangolare dell’Autodelta. Non si contano le vittorie della “GTA” della “33” nelle varie cilindrate fino ai due Campionati Mondiali della “33 TT 12” (1975) e della “33 SC 12” (1977). Gli anni Ottanta vedono l’Alfa impegnata nelle gare Turismo con la GTV e gli ultimi acuti sono il titolo del  “DTM” (“Deutsche Tourenwagen Mesterschaft”) con la “155 V6 Ti” nel 1993 e gli allori della “156 Superturismo” (1998-2004). Contemporaneamente anche alcune auto di serie, particolarmente brillanti nelle prestazioni hanno incominciato a distinguersi  con il Quadrifoglio sulla carrozzeria. L’elenco è lungo e vede Giulia TI Super”, “Giulia Sprint GT Veloce”, “1750 GT Veloce”,  “Alfasud Sprint” che lo espongono ma non lo citano nella denominazione ufficiale. Altri, invece,  lo scrivono come l’”Alfasud ti Quadrifoglio Verde”, la “Sprint Quadrifoglio Verde”, le diverse versioni della “33 Quadrifoglio Verde”, la “75 Quadrifoglio Verde” anche versione USA, la Spider 2.0 “Quadrifoglio Verde”, la “164 Quadrifoglio Verde”, la “145 Quadrifoglio Verde”. Oggi sono Giulietta e MiTo a portare avanti la tradizione con i motori 1750 cc Turbo Tbi da 235 CV, il più potente in gamma, e con il 1,4 Turbo da 170. Questo simbolo di fortuna e di vittorie potrà mai tornare a splendere su una vera auto da competizione? Se lo augurano molti veri “alfisti”.