Auto Elettrica La realtà delle cifre

Di motorpad.it Pubblicato Mercoledì, 28 Settembre 2011. nella categoria Ecologia

Un'interessante ricerca elaborata dalla Jato Dynamics fotografa una situazione a dir poco sconsolante riguardo alle vendite di auto elettriche in Europa.

Auto Elettrica<br/>La realtà delle cifre
Un'interessante ricerca elaborata dalla Jato Dynamics fotografa una situazione a dir poco sconsolante riguardo alle vendite di auto elettriche in Europa. Partiamo dalla cifre relative ai primi sei mesi dell’anno e in Italia i privati che hanno acquistato un modello così alimentato sono stati soltanto 103, vale a dire lo 0,01% del mercato. Hanno fatto peggio di noi Portogallo, Belgio, Repubblica Ceca, Irlanda e Romania. Meglio, ma sempre su numeri irrisori in rapporto alle dimensioni dei rispettivi mercati, la Germania che ha 1.020 unità, la Francia a 953, la Norvegia a 850 e l'Inghilterra a 599. Quali le cause di questa situazione? Se ne possono chiamare in gioco molteplici e tutte concorrono ad una diffusione dell’auto elettrica presso il grande pubblico davvero estremamente lenta e non priva di diffidenza: scarsa coscienza ecologia, mancanza di infrastrutture, prezzi troppo alti e incentivi ritenuti insufficienti. Su quest’ultimo aspetto i governi europei marciano in ordine sparso e si va dai 380 euro previsti in Germania ai 20.000 circa messi a disposizione tra deduzioni e sgravi fiscali dalla Danimarca che pure non ha immatricolato più di 283 vetture. Decisivo, in senso negativo, sembra essere il prezzo di listino ritenuto troppo elevato pur in presenza degli incentivi. A titolo esemplificativo in Italia sono in commercio le city car gemelle Mitsubishi i-Miev-Citroën C-Zero e Peugeot iOn a 36.000 euro alle quali si aggiungeranno a breve la Nissan Leaf che ha annunciato un prezzo attorno ai 30.000 euro, la Chevrolet Volt a 42.000 euro e la Opel Ampera a 43.500 circa. Altre case come Smart e Renault propongono invece forme di leasing. Mancano infine dati certi sugli effettivi costi delle ricariche che incidono evidentemente sulle percorrenze necessarie per ammortizzare le differenze di prezzo; non si hanno, al momento, notizie di tariffe differenziate più favorevoli.