Benzina: inarrestabili i rialzi

Di motorpad.it Pubblicato Lunedì, 04 Luglio 2011. nella categoria Fari Puntati

Appena il tempo, la settimana scorsa, di registrare il doppio aumento delle accise (per finanziare la cultura) e già riprende la corsa al rialzo del prezzo della benzina.

Benzina: inarrestabili i rialzi
Appena il tempo, la settimana scorsa, di registrare il doppio aumento delle accise (per finanziare la cultura) e già riprende la corsa al rialzo del prezzo della benzina. Un’abitudine perversa che arriva puntualmente, al di là di ogni altra motivazione e considerazione, con le partenze per le vacanze e i viaggi del periodo estivo. L’aumento coinvolge già i distributori Q8 e TotalErg e portano la benzina a 1,600-1,599 euro/litro e il gasolio a 1,475 a fronte di una media nazionale tra le varie marche di 1,587 e 1,470 euro/litro. Ancora più pesante il prezzo applicato dalla Esso: 1,613 euro/litro. Ricordiamo che le nuove accise si aggiungono a quelle introdotte a fine giugno per far fronte alle spese derivate dall’emergenza immigrati e di conseguenza, con le ultime norme decise dal Governo, il prelievo sul prezzo della benzina arriverà a 61,3 centesimi al litro, con un aumento complessivo, considerata anche l'Iva, di 6 centesimi al litro. Quanto al gasolio si sale a 47,2 centesimi al litro con un aumento di 6 centesimi al litro. Tradotto in soldoni i pieni di benzina costeranno circa 500 euro di più all’anno e lo Stato potrà contare su 864 milioni di euro in più all’anno provenienti dalla benzina e di 1,8 miliardi in più dal gasolio. Sempre a proposito di stangate che attendono chi parte in auto per le vacanze sono letteralmente e ingiustificamente “esplosi” i prezzi dei traghetti e dei collegamenti con le isole. Non vanno infine dimenticati gli aggravi che coinvolgono il gas e l’elettricità e che direttamente o indirettamente graveranno sull’inflazione e quindi sulla capacità di spesa dei cittadini. E’ sempre meno difficile ed efficace limitarsi alle consuete proteste più o meno ufficiali dei vari organi. Ripetiamo il nostro “appello”: quo usque tandem abutere…