CHEVROLET SPARK

Di motorpad.it Pubblicato Martedì, 19 Gennaio 2010. nella categoria Secondo noi

Che sia la marca che tiene alto il prestigio di General Motors, quantomeno dal punto di vista dei risultati commerciali, in America è ormai un fatto assodato.

CHEVROLET SPARK
Che sia la marca che tiene alto il prestigio di General Motors, quantomeno dal punto di vista dei risultati commerciali, in America è ormai un fatto assodato. E non da adesso lo è anche in Europa (caso Opel a parte) dove molto le ha giovato raccogliere l’eredità della Daewoo e in particolare della piccola Matiz, il prodotto di maggior pregio che la marca coreana portava in dote dopo il fallimento domestico. Adesso Chevrolet, ormai rilanciata alla grande anche con altri modelli che ne hanno arricchito la gamma come la Captiva, la Aveo e la Lacetti, difende con ottime prospettive di successo il posto al sole che si è conquistata anche in Italia (2,49% del mercato generale e un tasso di crescita del 13% che le ha consentito di passare indenne tra le difficoltà della crisi) e affida questo fondamentale compito alla nuova Spark. Il modello che entra in scena resta fedele alla formula della minimonovolume a cinque porte, proponendone un decisivo progresso generale in molte delle sue caratteristiche. Le dimensioni guadagnano centimetri in ogni direzione, preziosi per l’abitabilità e la versatilità, ma senza compromettere i fondamentali caratteri della city car. La lunghezza sale infatti a 3.640 mm, per 1.597 di larghezza e 1.522 mm di altezza. Da un lato ci si sta comodi in quattro e in modo accettabile in cinque anche se di alta statura e, dall’altro, nulla si perde in agilità di marcia e facilità di parcheggio. Per i bagagli è inevitabile qualche sacrificio se tutti i sedili sono occupati visto che restano solo 170 dmc, utili al massimo per un paio di borsoni; le cose migliorano però con due o tre persone a bordo ribaltando gli schienali posteriori. Progressi consistenti si riscontrano anche sotto il cofano, dove i noti 850 cc e 1.000 cc della Matiz cedono il posto a un 1.000 cc da 50 kW-68 CV e ad un 1.200 cc da 60 kW-81 CV, entrambi a benzina. Non può mancare l’opzione, irrinunciabile per Chevrolet che l’ha istituzionalizzata su tutta la gamma, dell’impianto a GPL, chiave del successo del Marchio in Italia, dove le “piccole” della casa sono vendute in questa configurazione nell’85% del totale. Il supplemento di listino per questa scelta è fissato in 2.000 euro, neutralizzati finora dagli incentivi. La scelta di una o dell’altra motorizzazione non dipende dai consumi dichiarati che sono identici: 5,1 litri/100 km. Proporzionalmente superiore quello del GPL, ma compensato dal minore prezzo alla pompa e, dal punto di vista ecologico, da livelli di emissione di CO2 di soli 110 g/km per la 1.0 e di 113 g/km per la 1.2. Le prestazioni velocistiche sono di 154 km/h di velocità massima e 15,5 secondi da 0 a 100 km/h per il motore più piccolo e di 164 km/h e 12,4 secondi per il più potente; sostanzialmente irrilevanti le differenze con il GPL. Le prime impressioni di guida hanno confermato le qualità di equilibrio della Spark nelle due versioni e la disponibilità del modello ad affrontare, specie nella versione 1.2, viaggi più impegnativi contando su più che accettabili medie velocistiche. Più decisa e apprezzabile la caratterizzazione “urbana” del modello che in queste condizioni d’uso annulla praticamente le differenze di resa tra i due motori. L’erogazione è molto regolare e tale da non richiedere eccessivi ricorsi al cambio. I rilievi riguardano una rumorosità di marcia migliorabile in rapporto alla velocità, una quinta marcia che fatica a reggere pendenze anche lievi, la disponibilità del sistema di controllo della stabilità ESP solo a richiesta con un esborso supplementare di 350 euro e il piantone dello sterzo non regolabile sulle versioni di base. Note largamente positive per quanto riguarda sia lo stile esterno, sia la qualità e le soluzioni di arredamento. Le linee di carrozzeria non mancano di personalità e, ad esempio per quanto riguarda la parte anteriore, non si negano gruppi ottici di grande importanza che si allungano fin quasi ad incontrare il primo montante e un frontale non anonimo. Ci sono anche soluzioni ambiziose come quella delle maniglie posteriori “invisibili” in quanto annegate nei montanti. A tutto questo l’abitacolo aggiunge una generale impressione di materiali di qualità e di lavorazioni accurate che valorizzano anche soluzioni originali come quelle riservata alla plancia. Il cruscotto sembra progettato per una moto, ricco di dati e informazioni e con l’apparato radio ben integrato. Il solo appunto di dettaglio che può essere mosso riguarda l’assenza dell’orologio sulla versione d’accesso che, giusta la sua missione, propone un prezzo competitivo in tutti e quattro gli allestimenti previsti, visto che parte dagli 8.950 euro della Spark 1.0 base e arriva ai 12.050 euro della 1.2 LT, completa di quattro alzacristalli elettrici, climatizzatore elettronico, volante e sedile guida regolabili in altezza, impianto radio con lettore CD, prese per MP3, USB e aux-in. Nel mezzo, le versioni “+” (plus) e “LS”, tutte comunque con sei airbag.