FIAT 500 con motore TwinAir

Di motorpad.it Pubblicato Lunedì, 12 Luglio 2010. nella categoria Secondo noi

La storia parte, e si può davvero parlare di Storia con la “S” maiuscola, nell’anno di grazia 1957: nasceva la Nuova 500 con il suo motore bicilindrico raffreddato ad aria, soluzione tecnica adottata per la prima volta dalla Fiat.

FIAT 500<br/>con motore TwinAir
La storia parte, e si può davvero parlare di Storia con la “S” maiuscola, nell’anno di grazia 1957: nasceva la Nuova 500 con il suo motore bicilindrico raffreddato ad aria, soluzione tecnica adottata per la prima volta dalla Fiat. Mi avessero detto che più di cinquant’anni dopo sarei tornato a Torino, e ancora al Valentino (allora sede del Salone dell’Auto e a suo tempo del Circuito del Valentino), per rivedere una 500 con un motore bicilindrico non ci avrei creduto. Meglio però sgombrare subito il campo da ogni (pericolosa) nostalgia e prendere doverosamente atto che se mezzo secolo è passato in modo devastante per alcuni di noi (“quorum ego”, come diceva il Grande Gianni Brera) quanto a sviluppo tecnologico ci sono stati progressi sconvolgenti. E non poteva essere diversamente. Adesso il nuovo motore a due cilindri si chiama TwinAir ed è l’ultimo gioiello di quel polo di ricerca e sviluppo che si chiama Fiat Powertrain, struttura che, non a caso, a capo dei motori a benzina di Fiat ha un tecnico come Paolo Martinelli, arrivato qui via Maranello dove progettava quelli delle monoposto di Formula 1. Smettiamola quindi di parlare di “motorino” perché i 497 cc di allora sono diventati 875, i 13 CV sono ora 85 e gli 85 km/h di velocità di punta sono saliti a 173. Grazie tante, si dirà: oggi c’è il turbo, la fasatura variabile e la tecnologia TwinAir con tutte le sue conquiste in materia di efficienza, riduzione dei consumi e abbattimento delle emissioni. E sono sparite anche quelle vibrazioni (grazie anche al controalbero) che, specie in avvio, ti facevano sentire come immerso in un frullatore. È rimasta un po’ di quella rumorosità ancora oggi tipica dei motori a 2 e 3 cilindri e, avendo in testa, ad esempio, cosa è capace di fare la 500 Abarth appena messa in campo (8,1 secondi da 0 a 100), qualcosa si paga in accelerazione dai bassi regimi; qui infatti per arrivare a 100 all’ora da fermi di secondi ne occorrono 11. Ma poi si sorride compiaciuti al distributore perché per fare 100 km bastano 4,1 litri di benzina (la 500 del ‘57 si beveva un buon mezzo litro in più). Vogliamo tentare una sintesi? La cilindrata è quasi raddoppiata, la velocità massima è più che raddoppiata, i consumi sono scesi di un 10% circa e le emissioni inquinanti non superano i 92 g/km. Poche, pochissime ibride riescono a fare di meglio e, se non bastasse, è evidente la concorrenza diretta che patisce la stessa motorizzazione diesel e si spiega anche sulla base di queste considerazioni un prezzo di listino fissato a 13.250 euro come quello della 500 con motore a gasolio di 75 CV. A coronamento delle notizie su questo nuovo bicilindrico va detto che ha richiesto solo 24 mesi di sviluppo (qualcuno semplificando ha parlato del taglio di due cilindri del 1.800 turbo che anima i modelli di vertice Alfa Romeo e Lancia); che non sarà montato sulle 500 destinate al mercato americano per le quali sarà utilizzata un’unità costruita in luogo con caratteristiche specifiche; che sarà prodotto in Polonia con una cadenza di 450.000 pezzi all’anno; che ha concorso allo sviluppo la Magneti Marelli; che ha richiesto un investimento di 350 milioni di euro. Con l’arrivo di quest’ultima novità la famiglia della 500 comprende ora le versioni berlina, Cabrio, Abarth, TwinAir per una produzione che, in soli tre anni, ha già superato le 500.000 unità.