Formula 1 GP del Belgio 2016

Di Marcello Pirovano Pubblicato Lunedì, 29 Agosto 2016. nella categoria Sport

Rosberg vince a Spa e arriva al 20° successo in carriera.

Formula 1 GP del Belgio 2016

"Doveva" vincere Rosberg e ha vinto portando il suo palmares a 20 successi in carriera. Una vittoria che arriva dopo due mesi di digiuno e che lo proietta caricatissimo su Monza già la settimana prossima dove arriva con un ritardo su Hamilton in classifica ridotto a 9 punti.

Completano il podio Ricciardo sempre molto redditizio e Hamilton che, alla prova dei fatti,  dimostra che rinunciare alle qualifiche è stata una decisione che ha pagato. Era una scelta logica data la ridicola (nelle 35 posizioni di arretramento in partenza comminate) ma poteva costare molto di più in punti e morale. Invece il pilota inglese ne è uscito col minimo dei danni e con una rimonta da record. Lo stesso vale per Alonso, finito settimo, che di posizioni doveva, ove mai fosse possibile, pagarne ancora di più. Come dire che se le sanzioni dovessero essere pagate alla lettera i colpevoli dovrebbero partire per ultimi in due o tre Gran Premi consecutivi o mettersi in moto fuori dal circuito. Scemenze figlie di un regolamento astruso, incomprensibile in molti articoli e di tutto rispettoso tranne che dello sport e del buon senso.

I due pluricampioni del mondo in castigo sono stati aiutati, e di molto, dal disastro provocato in partenza da Vestappen che, dopo la brillante qualifica, intravvedeva molto concretamente la possibilità di una seconda vittoria dopo quella in Spagna. Alla prima curva, la Source dopo qualche centinaio di metri, ha forzato un impossibile sorpasso sulle due Ferrari che l'avevano bruciato allo start e ha innescato la carambola che ha segnato la corsa.

. In più 5 piloti si erano dovuti ritirare compreso Sainz vittima di una foratura e Magnussen aveva schiantato la sua Renault uscendo di pista in uscita dal Radillon-Eau Rouge. Va rilevato che nell'impatto con le barriere è pericolosamente saltato il collare di protezione per la testa del pilota. La Safety Car prima e la bandiera rossa poi con la sospensione della gara e ripartenza dai box al 10° giro hanno rimescolato completamente lo schieramento.A quel punto e nel gioco dei cambi di gomme Alonso era già risalito al 4º posto e Hamilton al 5º, Vettel era precipitato all'11º, Verstappen al 14° e Raikkonen al 17°

La corsa si è così praticamente risolta in una "passeggiata" senza emozioni per Rosberg, nella caccia di Hamilton al terzo posto sul podio che Ricciardo ha difeso con determinazione e in una serie di duelli molto accesi e spesso al limite del regolamento che hanno visto i due piloti della Ferrari cercare in tutti i modi di "regolare i conti" con Verstappen.

È emersa la classe di Vettel che ha scalato la classifica fino al 6° posto mentre Raikkonen non ha potuto fare meglio del 9º. Davvero, come ha sottolineato anche il team principal Arrivabene, un'occasione persa per piazzare almeno una e forse due piloti Ferrari sul quel podio che manca da 4 Gran Premi.

Peggio è finita per Verstappen che ha chiuso 11º. Comprensibile la sua amarezza, ma non affermazioni del tipo "... le due Ferrari mi hanno distrutto". Prima o poi capirà che non è in discussione il suo talento straordinario per l'età che ha, ma quel minimo di prudenza e saggezza necessarie per capire che le corse non si vincono nei primi 200 metri di un circuito lungo 7 km da ripetere 44 volte. Una riflessione generale chiama ancora in causa il regolamento, e questa volta in particolare coloro che devono farlo rispettare per illogico che sia.

Non si può infatti continuare a lasciare impuniti comportamenti in corsa che mettono seriamente a rischio la sicurezza del pilota che li mette in atto e di quello che li subisce. Specie nelle concitate fasi delle partenze e dei duelli ravvicinati. Anche a SPA troppe sono state le situazioni pericolose messe in atto nell'indifferenza di chi, per mestiere, dovrebbe intervenire. 

Ricordiamo infine che nel 1991 proprio a SPA ha preso avvio l'irripetibile carriera di Michael Schumacher in Formula 1. A bordo della sua Jordan percorse solo qualche centinaio di metri poi la frizione lo mise fuori causa. Seguirono però, sempre a Spa, sei vittorie, due in Benetton e quattro in Ferrari, 91 GP vinti e 7 titoli mondiali. Nessuno come lui.