GP dell'India Poker di Vettel

Di motorpad.it Pubblicato Lunedì, 29 Ottobre 2012. nella categoria Sport

Era nell'ordine delle cose e la vittoria di Vettel nel GP dell'India si è puntualmente realizzata.

GP dell'India<br/>Poker di Vettel
Era nell'ordine delle cose e la vittoria di Vettel nel GP dell'India si è puntualmente realizzata. Con questa sono quattro i successi consecutivi del bi-campione del mondo, ora ben avviato a fare tris confortato dalla superiorità della monoposto che guida e che dal Gran Premio di Singapore gli ha consentito anche circa 200 giri di pista e più di mille km sempre in testa.   Adesso i punti di vantaggio su Alonso sono saliti a 13 e ce ne sono ancora 75 in palio. La matematica tiene ancora il pilota Ferrari ancorato al titolo e, più ancora, lo fa la sua immensa classe che nella gara indiana lo ha visto partire quinto e chiudere al secondo posto dopo una partenza da manuale e una corsa esemplare per tenacia e ardimento.   Ha sicuramente ragione Alonso quando afferma che il suo rivale non è Vettel, che pure non gli è secondo quanto a capacità di guida, ma Newey, il progettista della Red Bull. In questo c'è forse una critica più o meno esplicita al team. Certo è che lui ha fatto e sta facendo tutto il possibile ed anche qualcosa in più, ma i progressi tecnici che servirebbero per metterlo in condizioni di competere almeno ad armi pari ancora non si vedono. Ora di tempo ne rimane poco, anche se si tratta di recuperare solo qualche decimo nelle prestazioni sul giro, ma sono proprio quei decimi finali che, lo sanno bene i tecnici, sono più difficili da eliminare dei secondi e la prossima gara è già alle porte domenica prossima in Dubai. Bisogna dunque contare anche sulla fortuna o su qualche errore di Vettel, cose pur sempre in agguato in Formula 1.   Intanto il duello per il titolo si è ridotto ai due che guidano la classifica. Sono usciti di scena Hamilton e Button e ne esce ridimensionata, quindi, anche la McLaren che, tra l'altro, nella prossima stagione non avrà più Hamilton passato in Mercedes e sostituito dal giovane messicano Perez, quello che piace tanto anche in Ferrari.