Il sonno e la guida

Di motorpad.it Pubblicato Sabato, 05 Maggio 2012. nella categoria I consigli del Medico

Il sonno è una spia eloquente del nostro benessere.

Il sonno e la guida
Il sonno è una spia eloquente del nostro benessere. Riposare bene vuol dire riuscire ad addormentarsi spontaneamente entro 30 minuti da quando ci si corica e fare profondi sonni ristoratori, con un numero ridotto di risvegli notturni e riaddormentamenti pressoché immediati. Dormire poco fa male. Il russamento abituale, non limitato a situazioni occasionali e che si verifica in tutte le posizioni, rappresenta il primo e più importante sintomo di una dissonnia ed è causa spesso della consequenziale eccessiva sonnolenza diurna che porta il soggetto ad addormentarsi involontariamente durante la giornata, da principio in situazioni di particolare relax (per esempio davanti alla TV) e con il passare del tempo, anche in situazioni più rischiose quali la guida. Per essere performanti al volante occorre riposare in maniera soddisfacente. Gli effetti dell’insonnia sono infatti fonte di problemi di concentrazione, di un più facile affaticamento, di una maggiore irritabilità, di una ridotta soglia d’attenzione. In Italia quasi la metà della popolazione lamenta disturbi del sonno. Guardare la televisione fino a notte fonda, fare le ore piccole su internet, rosicchiando di continuo ore al riposo notturno, avere gli incubi, parlare nel sonno, alzarsi la mattina con il mal di testa son cose che alla lunga si riflettono anche sulla conduzione del veicolo. Da tempo si sostiene che nel nostro Paese la mancanza di sonno sia diventata epidemica e che per soddisfare i tanti impegni si siano perse per strada dagli anni Sessanta un paio d’ore per notte. Risultato: un numero in crescita d’episodi di sonnolenza diurna favoriti dal sonno arretrato e dall’uso di medicine (non solo psicofarmaci) in grado d’interferire con il fisiologico ritmo sonno-veglia. Come è noto, il ritmo circadiano della vigilanza ha un andamento fluttuante con due picchi di naturale torpore dalle 4 alle 6 del mattino e dalle 2 alle 4 del pomeriggio, indipendentemente dalla quantità di ore di sonno dormite la notte precedente, dalla monotonia della strada da percorrere, dall’abbondanza del pasto consumato, dall’abuso di alcolici, dalla temperatura interna ed esterna all’abitacolo. Neuroscienziati della Graduate Medical School di Singapore hanno dimostrato che la deprivazione del sonno in soggetti sani produce effetti cerebrali sulla percezione visiva, con una elaborazione normale delle immagini ma una cognizione scarsa per il senso di quanto viene visto. Insomma, un deficit che riguarda le aree visive superiori del cervello che si realizza ogniqualvolta cerchiamo di rimanere svegli, come comunemente capita ad automobilisti ed autotrasportatori costretti a viaggiare di notte. Forse la ragione di tanti sinistri provocati dalla tardiva visione dell’ostacolo. Se continuare a guidare di notte riduce dunque la vigilanza e rende scadenti le nostre prestazioni al volante, non dimentichiamoci però di come anche la sonnolenza diurna possa costituire motivo d’incidenti stradali, spesso mortali (1-4% dei casi). Jim Morrison diceva che "nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti può dare". Non manipoliamo perciò il nostro ritmo sonno-veglia perchè il prezzo da pagare potrebbe risultare salato più del dovuto.