Instabili al volante

Di motorpad.it Pubblicato Sabato, 17 Marzo 2012. nella categoria I consigli del Medico

La depressione è un male che incidendo sulla capacità di conduzione del mezzo può procurare non pochi problemi di sicurezza stradale.

Instabili al volante
La depressione è un male che incidendo sulla capacità di conduzione del mezzo può procurare non pochi problemi di sicurezza stradale. Soggetto più di altri ad ansia e stanchezza, più esposto al rischio colpo di sonnoper l’assunzione di farmaci in grado di abbassare la soglia d’attenzione, diminuire la prontezza dei riflessi e offuscare la visione, il depresso corre indubbiamente un maggior rischio incidenteper la ridotta capacità di concentrazione e le tardive reazioni di fronte ad ostacoli imprevisti come un bambino che attraversa la strada, il pedone che sbuca da dietro una macchina in sosta, un ciclista contromano, il veicolo davanti che frena all’improvviso.   La difficoltà di mantenere un adeguato autocontrollo, la sofferenza spesso mostrata in frangenti particolarmente logoranti come la guida nel traffico caotico o l’imbottigliamento in spazi angusti (motivo sovente di scatti d'ira con condotte al volante sconsiderate e diverbi che mutano talvolta in liti), la pericolosa indifferenza a volte alternata ad insolita eccitazione euforica, i disturbi del sonno da mancanza di pieno riposo fisico e mentale, l’isolamento sociale che spinge ad evitare la presenza a bordo di altre persone e rende così impossibile qualsiasi avvicendamento alla guida sono solo alcuni dei motivi in grado d’influenzare negativamente la conduzione del veicolo e pregiudicare la sicurezza propria e altrui, aldilà dell’ingannevole stato di benessere, talora palesato.   Ragioni, a cui spesso si deve aggiungere anche l’uso inappropriato di bevande alcoliche e farmaci, spesso dal nome ambiguo, capaci di lenire il senso d’insicurezza, alleviare l’angoscia, vincere paure immotivate ma anche di accrescere significativamente il rischio incidente di questi soggetti. Un rischio, 5 volte superiore alla media, legato a scadenti performances di guida dovute alla ridotta coordinazione occhio-mano, alla limitata attitudine a muovere in fretta il volante, alla scarsa capacità a variare nel tempo la velocità di marcia, a restare concentrati a lungo su tracce visive, a mantenere una posizione stabile in strada, a tenere costante la velocità del mezzo, come ben documentato con l’ausilio di simulatori, su test di guida reale.   Come noto, quello dell’insicurezza stradale è un tema dalle vaste implicazioni e dai rilevantissimi costi sociali, con un onere per il Paese che sembrerebbe valere complessivamente più del 10% del PIL nazionale. Anche per questo motivo occorre dunque che il medico e i famigliari si adoperino a precludere ogni forma di guida a queste persone, perché la vita è un viaggio tra difficoltà e affanni e i veti espliciti a volte non sono altro che il pedaggio da pagare per scongiurare possibili guai futuri. Perché come saggiamente sosteneva sir Arthur Conan Doyle“è la stupidità, non il coraggio, a farci negare il pericolo quando l’abbiamo davanti.”