LANCIA FULVIA ALLA PECHINO-PARIGI

Di motorpad.it Pubblicato Martedì, 19 Marzo 2013. nella categoria Eventi

Il 31 gennaio 1907 comparve sul quotidiano francese Le Matin questo annuncio:“.

LANCIA FULVIA ALLA PECHINO-PARIGI
Il 31 gennaio 1907 comparve sul quotidiano francese Le Matin questo annuncio: “..dal momento che l’uomo ha l’automobile. Egli può fare qualunque cosa ed andare dovunque. C’è qualcuno che accetti di andare, nell’estate prossima, da Pechino a Parigi in automobile?” Accettarono una quarantina di equipaggi, ma alla partenza da  Pechino, il 10 giugno, si allinearono solo tre francesi con un triciclo Contal, due De Dion-Bouton, uno olandese su una Spyker e uno italiano sulla leggendaria Itala 40 CV con l’altrettanto leggendario equipaggio composto dal principe Scipione Borghese, dal suo chauffeur Ettore Guizzardi e dal mitico inviato speciale del Corriere della Sera Luigi Barzini. Dopo le infinite peripezie che fanno ormai parte dell’epopea dell’automobile il 10 agosto del 1907 fu proprio l’Itala - e l’Italia – ad aggiudicarsi la gara precedendo di ben 20 giorni la Spyker, mentre le due De Dion Buton non si sa bene se e quando arrivarono tanto era il ritardo che avevano accumulato. Adesso qualcuno ci riprova ed esattamente Gianmaria Aghem e Piergiovanni Fiorio-Trono, che affronteranno la quinta edizione della rievocazione di questa avventura di 12.250 km a bordo di una Lancia Fulvia Coupé 1300 del 1971, una volta di più l’unica auto italiana in gara e anche quella di minor cilindrata tra le 100 vetture iscritte di età compresa dal 1913 al 1975 con cilindrate che hanno la punta massima  nei 14.500 cc della Lafrance Tourer.     Il percorso prevede l’attraversamento di Cina, Mongolia, Russia, Ucraina, Slovacchia, Austria, Svizzera e finalmente Francia, con tappe anche di 600 km  che prevedono anche prove di velocità.   Ovviamente la piccola Fulvia che porta in gara le insegne dell’ASI - Automotoclub Storico Italiano, del Veteran Car Club di Torino e dell’ACI di Torino è stata adattata e soprattutto irrobustita per sopportare il grande stress del raid e oltre alla fatica sul piano fisico i due concorrenti dovranno arrangiarsi da soli a far fronte a tutti i problemi di assistenza che dovessero presentarsi. Buon raid.