MCLAREN 12 C

Di motorpad.it Pubblicato Venerdì, 03 Maggio 2013. nella categoria Secondo noi

50 anni fa nasceva per  la volontà di Bruce McLaren, pilota neozelandese che si proponeva di finanziare l’attività sportiva ufficiale vendendo ai privati grosse vetture Sport, la scuderia che ancora oggi porta il suo nome e che è tra le protagoniste del mondiale di Formula 1.

MCLAREN 12 C
50 anni fa nasceva per  la volontà di Bruce McLaren, pilota neozelandese che si proponeva di finanziare l’attività sportiva ufficiale vendendo ai privati grosse vetture Sport, la scuderia che ancora oggi porta il suo nome e che è tra le protagoniste del mondiale di Formula 1. Dall’attività agonistica ha sempre trasferito le esperienze acquisite nelle competizioni anche in alcuni esclusivi modelli stradali come la F1 icona degli anni 90 a motore BMW e la Mercedes SLR che veniva costruita dalla factory inglese. Questa passione è ritornata prepotente un paio di anni fa quando è stata presentata la 12 C, una supercar interamente progettata e realizzata nella sede di Woking a cui è seguita 12 mesi dopo la versione Spider; il programma è poi proseguito al Salone dell’Auto di Ginevra di marzo dove si è messa in mostra la P1 con i suoi 916 CV. Oggetto della prova sono i primi due modelli che si caratterizzano per la stessa scheda tecnica basata su un telaio in fibra di carbonio Monocell, tecnologia su cui la McLaren vanta una particolare esperienza. Risale infatti al 1981 la prima vittoria di una monoposto così equipaggiata con al volante John Watson che la portò al successo nel GP di Gran Bretagna. Questo spiega il fatto che tutte le altre stradali del passato hanno sempre avuto un telaio in materiali compositi.   Garantisce un’eccezionale rigidità e sicurezza, oltre alle leggerezza; la scocca pesa, infatti, solo 75 kg, fattore molto importante per la dinamica e la maneggevolezza. A dire delle qualità del telaio in fibra vale l’osservazione che la versione Spider non ha necessitato di alcun intervento di rinforzo e la differenza di peso con la coupé (1336/1376 a secco) è dovuto solamente ai meccanismi di apertura del tetto rigido quantificabili in una quarantina di kg. Alle spalle del pilota spinge un V8 di 3799 cc biturbo da 616 CV a 7500 g/min con 625 Nm di coppia abbinato ad un cambio a doppia frizione a 7 rapporti costruito dalla italiana Graziano. Nel model year 2013 è stato con un incrementato di 25 CV, aggiornamento messo a disposizione anche per i proprietari della prima serie che ne avevano solamente 600. Giusto per completare la scheda tecnica si dichiarano consumi di 11,7 lt/100 km ed emissioni di 279 gr/km per la Co2. Davvero un ottimo risultato dato il tipo di vettura.   Le prestazioni non possono che essere di altissimo livello, d’altronde se si vuole competere ad armi pari con una concorrenza come Ferrari, Lamborghini, Audi, non basta il nome. Queste parlano di una velocità massima di 333 km/h per la coupé e di 329 per la Spider con accelerazioni  da 0-100 di 3 secondi  e 3,1 (valori raggiunti con i pneumatici più performanti Pirelli PZero Corsa). Molto importante il dato sulla frenata e la 12 C si ferma da 100 km/h a 0 in soli 30,7 mt, (ci sono anche i freni in carboceramica tra gli optional a 12.000 euro) mentre da 200 km/h ne servono 124, ma qui interviene anche l’Airbrake. Si tratta di un’ala posteriore attiva che si inclina per aumentare il carico aerodinamico fino a 69° e che entra in funzione in caso di forti frenate sopra i 95 orari. Entrambe le 12C usano il ProActive Chassis Control  con sospensioni a doppi bracci trasversali con molle elicoidali che lavorano su tre diverse impostazioni, Normal, Sport e Track e che hanno permesso di eliminare le barre antirollio. Sempre sulla consolle centrale troviamo una seconda manopola che agisce sul gruppo motore/cambio sempre su tre posizioni oltre al comando per il Launch Control. Per migliorare la sterzata viene utilizzato il Brake Steer che attraverso l’ESC, il controllo della stabilità, trasferisce ad una delle ruote parte della forza frenante per avere migliore tenuta ed una maggiore velocità in curva, lavorando come un differenziale “Torque Vecitoring”. In pratica è lo stesso sistema che venne vietato nel 1997 in Formula 1 sulla McLaren di Hakkinen. Una volta saliti a bordo attraverso le portiere incernierate in avanti ci si siede in un abitacolo estremamente curato e personalizzabile a piacere, e il cruscotto digitale passa tutte le informazioni.    Per finire i prezzi, davvero esclusivi che partono  da 212.000 euro per la coupé e da 235.000 per la Spider.