Mercato Italiano 2012

Di motorpad.it Pubblicato Mercoledì, 02 Gennaio 2013. nella categoria Economia

Eccole qui - tanto tempestivamente comunicate, quanto temute - le cifre che testimoniano dell’anno orribile per il mercato dell’auto appena chiuso.

Mercato Italiano 2012
Eccole qui - tanto tempestivamente comunicate, quanto temute - le cifre che testimoniano dell’anno orribile per il mercato dell’auto appena chiuso. La perdita non è tanto a doppia cifra, quanto a doppia decina (-19,9% per l’esattezza)  con un consuntivo dell’anno che chiude a 1.402.089 auto complessivamente vendute, rispetto alle 1.749.739 unità dell’intero 2011. Un risultato così negativo da riportare la situazione indietro di ben 33 anni. Il solo mese di dicembre ha confermato una riduzione del 22,5% a 86.735 unità e ordini che, da un primo scambio di informazioni, si fermano al di sotto delle 100.000 unità (-26,5%).  “Si chiude un anno di grandi difficoltà - ha commentato Jacques Bousquet, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia - Come più volte denunciato dalle Associazioni di categoria, la crisi economica, la pressione fiscale sulle famiglie, le restrizioni al credito alle imprese hanno determinato una domanda totalmente anelastica rispetto alle straordinarie offerte promozionali e commerciali messe in campo da tutte le Case automobilistiche. I bisogni della filiera in termini di redditività, di mantenimento dei livelli occupazionali e le opportunità di gettito fiscale da parte dello Stato andranno viste in ottica di sinergia e come priorità per l’Esecutivo che guiderà il Paese dopo le elezioni. Se questo avverrà, potremo guardare con un po’ più di ottimismo alla prossima primavera”. Sul fronte dei diversi tipi di alimentazione, il diesel perde 2 punti di quota, fermandosi nell’intero anno al 53,4% e la benzina quasi 6  fermandosi al 33,2%. Il tutto a vantaggio delle motorizzazioni a basso impatto ambientale, ormai nella lista delle preferenze di molti italiani, a causa dell’alto costo dei carburanti tradizionali, che raggiungono il 9,2% di quota per quanto riguarda il Gpl (+128,5%) e il 3,8% per il metano (+40%).