MINI COOPER CLUBMAN SD

Di motorpad.it Pubblicato Mercoledì, 21 Novembre 2012. nella categoria Secondo noi

Quando, all’interno del “line up” Mini, si cerca qualcosa di esclusivo, in termini di motori e di potenza, la scelta non può che cadere sul benzina delle versioni Cooper S o, nel caso del diesel, sull’unità che anima le SD.

MINI COOPER<br/>CLUBMAN SD
Quando, all’interno del “line up” Mini, si cerca qualcosa di esclusivo, in termini di motori e di potenza, la scelta non può che cadere sul benzina delle versioni Cooper S o, nel caso del diesel, sull’unità che anima le SD. E' quest’ultimo propulsore l’oggetto della prova e nel nostro caso, lo troviamo su una Cooper Clubman, la station wagon “made in Oxford” con le sue 5 porte disegnate in maniera davvero originale: due per guidatore e passeggero, una più piccola sul lato destro per l’accesso al divano posteriore e le due ad “armadio” del bagagliaio. Una soluzione questa presa direttamente dalla progenitrice degli anni ’60 perché in Mini le tradizioni hanno sempre molta importanza. In dettaglio la SD monta un quattro cilindri di 1995 cc (mai una Mini ha avuto una cilindrata così alta) preso dalla banca organi BMW capace di erogare 143 CV, tanti per un’auto che sulla bilancia segna poco più di 1300 kg e da qui il buon rapporto kg/CV di 9,2. Sfrutta al massimo la coppia di 305 Nm a 1750 giri e le prestazioni sono nell’ordine dei 215 km/h di velocità massima (205 per l’automatica)e 8,6 secondi nello scatto da 0-100 (8,8 aut.). E' abbinato, sull’esemplare  della nostra prova, ad un cambio automatico a 6 rapporti con comandi al volante. I paddles hanno un movimento al quale bisogna abituarsi visto che le due leve dietro il volante servono per salire di marcia, mentre quelle all’interno della corona si usano per scalare. Non è semplice all’inizio, ma una volta preso il ritmo funziona senza problemi. I consumi dichiarati sono nell’ordine dei 5,3 l/100 km nel ciclo misto, ma nell’uso pratico in città salgono leggermente però resta impagabile la comodità di uso nel traffico cittadino stante la prontezza di ripresa e l’assenza di  quel fastidioso “trascinamento” che a volte accompagna questo tipo di trasmissione. Nel caso di cambio manuale i consumi medi sono indicati in 4,4 l/100 km, ma logicamente a condizione di non avere il piede troppo pesante. Sui normali percorsi stradali, specie se movimentati, la Cooper Clubman SD conferma tutte le caratteristiche tipiche della Mini con un temperamento sportivo di grande agilità, inserimenti in curva sempre precisi e freni più che pronti in ogni occasione. Se poi si schiaccia il tasto Sport, posizionato davanti alla leva del cambio e si passa in modalità sequenziale, il livello del divertimento si alza ulteriormente. Sul piano della vita a bordo e della versatilità la Clubman guadagna centimetri importanti per l’abitabilità  pur rimanendo contenuta negli ingombri che arrivano a 3,96 metri (20 cm in più della Hatchback 3 porte), senza quindi particolari problemi di parcheggio e quindi perfetta per la città e tempo libero visto anche un bagagliaio che mette a disposizione una capacità di 260 dmc di base, dilatabili fino a 930 una volta abbattuto il divano posteriore. La versione in prova è, per colori, allestimenti e abbinamenti una delle più complete e soprattutto una delle più eleganti Mini che abbiamo avuto tra le mani. Carrozzeria blu metallizzata con tetto in tinta (Reef Blue metallic), cerchi bianchi da 17”, interno in pelle Lounge Toffy (un color tabacco chiaro) con finiture nere, tetto apribile, cambio automatico con comandi al volante ed una serie di pacchetti per completare la dotazione con particolare attenzione ai sistemi multimediali. I nomi di questi sono molto originali e fantasiosi e sono: Sport Lime, Pleasure Chocolate, Function Mandarine Tech Cream e Visibility Blueberry. Un'auto, quindi, più che “full optional” con soluzioni che non sempre troviamo neppure in vetture di categoria superiore e che ci fa capire che il livello di personalizzazione del modello e le possibilità di scelta sono pressoché infinite. Come contropartita tanta esclusività ha però un prezzo che fa salire, anche in maniera sensibile in relazione alle scelte che si effettuano, il listino che parte da 27.900 euro.