NISSAN JUKE

Di motorpad.it Pubblicato Lunedì, 24 Settembre 2012. nella categoria Secondo noi

E’ con la Juke che Nissan ha segnato l’ultimo e più significativo mutamento di rotta nello stile e nei target di riferimento dei suoi modelli di maggior successo.

NISSAN JUKE
E’ con la Juke che Nissan ha segnato l’ultimo e più significativo mutamento di rotta nello stile e nei target di riferimento dei suoi modelli di maggior successo. Ha fatto davvero rumore questo “veicoletto” (è lungo solo 4,14 metri) difficile da collocare quanto a tipologia, ma piacevole e molto personale per il suo linguaggio stilistico che fonde i caratteri di un compatto e agile crossover, con quelli di una vettura sportiva sui generis con le porte posteriore mascherate e la linea molto discendente del tetto; se poi si guardano certe soluzioni di allestimento dell’abitacolo si può perfino parlare di “debiti” con il settore motociclistico. Se ne sono subito innamorati i giovani e le giovani famiglie e non poche signore hanno cambiato atteggiamento nei confronti dei SUV-Crossover ai quali la Juke ha tolto davvero ogni carica aggressiva, difficoltà di guida e imponenza di forme. Considerazioni queste che hanno trovato conferma riprendendo in mano la versione Tekna, quella al top, con motore 1.600 cc da 190 CV che avrebbe dovuto incutere un minimo di “timore riverenziale” con tutti quei CV sotto il cofano. Ricordiamo che “Juke” è l’espressione con la quale nel football americano si indica lo scarto improvviso sull’avversario che tenta di placcarti. Agilità ed estrema maneggevolezza si sono infatti rivelate le qualità di più immediato godimento insieme ottimamente assecondate dall’esuberanza dei cavalli a disposizione e dalla bella progressione della coppia (240 Nm a 200 giri). La facilità di guida ha poi trovato la giusta esaltazione nella trasmissione automatica ben rapportata e priva di slittamenti e pur sempre utilizzabile, per gli amanti della guida sportiva, nella modalità sequenziale utilizzando la corta leva del cambio se lo scatto per accorciare un sorpasso o, al contrario, la necessità di più freno motore, ne richiedono l’uso. L’allungo in velocità e da vera e propria coupè spotiva con i 200 km/h a portata di mano e  una ripresa che sembra anche più rapida del reale stante anche la posizione di guida un po’ sopraelevata. Prestazioni che si pagano, se si ha il piede pesante, con un consumo ben distante dai 7,6 l/100 km dichiarati sui percorsi misti, mentre sono più realistici i 10,2 l/100 km nelle circolazione urbana dove fa gioco anche l’agilità del mezzo; qui si apprezzerebbe anche la facilità di parcheggio dato l’ingombro contenuto se non ci fossero da esprimere riserve sulla visibilità posteriore che la presenza della telecamere per le manovre in retromarcia in qualche modo attenua. Tutto vuole poi essere la Juke tranne che un fuoristrada in senso classico. Ciò non toglie che la motricità e la trazione siano sempre ben disponibili su ogni tipo di fondo stradale. La trazione integrale, supportata da un retrotreno multilink, dispiega poi la sua utilità anche per il supplemento di sicurezza che fornisce, insieme ai sedili conformati, all’ergonomia dei comandi e alla scenografica strumentazione che fornisce ogni tipo di informazione. Il bagagliaio di 251 dmc riserva la sorpresa della divisione su due piani, con quello inferiore formato da una vasca in plastica molto robusta, suddivisa in scomparti, estraibile e facilmente lavabile. Il giudizio di sintesi può essere concentrato in un gran piacere di guida e divertimento in tutta sicurezza con la certezza, non secondaria, per certa clientela attenta anche all’aspetto edonistico dell’andare in auto, di non passare inosservati. In definitiva la Juke può essere giudicata a pieno titolo una particolare interpretazione della vettura Premium compatta e di alta qualità complessiva. Da pagare un po’ cara,  27.510 euro, ma in corretto rapporto con la concorrenza e con le qualità e le prestazioni complessive.