NO AI SUV NEL CENTRO DI PADOVA?

Di motorpad.it Pubblicato Lunedì, 29 Novembre 2010. nella categoria Fari Puntati

Ogni tanto ritornano.

NO AI SUV NEL CENTRO DI PADOVA?
Ogni tanto ritornano. Specie se si tratta dei soliti demagoghi imbottiti di luoghi comuni o di politici a caccia di facili voti e così a Padova si torna a chiedere di chiudere il centro ai SUV ed ai Crossover. Con quali motivazioni? Le solite. Sono troppo grandi, troppo pesanti, troppo inquinanti, troppo pericolosi. Troppo di tutto, insomma, e quindi fin troppo scontate e utili le reazioni con le dovute e obiettive argomentazioni a difesa di questa tipologia di veicoli. Sono quelle emerse dal convegno “Auto e Ambiente - Vere bugie e false novità” organizzato da Porsche Italia che, avendo sede proprio a Padova, ha ritenuto doveroso dare un contributo di informazione corretta, giusta la “responsabilità sociale dell’impresa” in senso generale e nello specifico territorio. Di rilievo, nel lungo ed animato dibattito, gli interventi di Loris Casadei, Presidente di Porsche Italia e di UNRAE (l’associazione delle marche estere che operano in Italia e che valgono circa il 65% del mercato globale) e di Fabio Orecchini, docente universitario, organizzatore di H2 Roma e giornalista. Il problema del rapporto dell’auto con l’ambiente e con la città è stato inquadrato correttamente mettendo in discussione, in primo luogo, non tanto una determinata tipologia di auto, quanto la mancanza di una seria politica dei trasporti e la sostanziale assenza di alternative all’auto per la mobilità individuale che resta un valore irrinunciabile. Tutto questo mentre il rapido sviluppo della tecnologia e l’impegno dei vari costruttori hanno reso l’auto di oggi infinitamente più pulita, sicura e meno assetata di carburante di quanto non lo fosse solo pochi anni addietro. Confutando, dati alla mano, i vari “troppo” imputati ai SUV, Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, ha quindi ricordato che le motivazioni d’acquisto di un SUV sono tutt’altro che di tipo emotivo o esibizionistico, ma poggiano su scelte razionali che le ricerche più autorevoli collegano alla sicurezza, alla versatilità d’uso e di carico, alla sicurezza attiva e passiva, al confort generale ed alla trazione integrale che riporta ancora alla sicurezza. Non si spiegano, quindi, atteggiamenti punitivi che vogliono il SUV simbolo di una certa classe sociale da contrastare, più o meno apertamente, anche in base a schieramenti ideologici. Altro luogo comune giustiziato dall’obbiettività dei fatti è quello relativo agli ingombri eccessivi. Risulta invece che rispetto alle station wagon che nessuno si sogna di bloccare i SUV hanno una lunghezza media di 4,5 mt e un’impronta a terra di 8,1 mq contro 4,6 e 8,3 delle SW. E siamo al peso che danneggerebbe il manto stradale ed alla pensata di penalizzare i SUV in base alle dimensioni delle gomme. Detto allora che non poche auto hanno ruote da 18, 19 e 20 pollici e che hanno pesi equivalenti, la superficie d’appoggio più larga degli pneumatici distribuisce in realtà meglio il peso su un’area più vasta. La stessa inconsistenza delle argomentazioni “contro” vale per i consumi e per le emissioni in quanto sono impegnati in pratica gli stessi motori e spesso anche tecnologie più sofisticate. Colpisce piuttosto l’incuria dei politici che permettono tranquillamente di circolare a mezzi pubblici e commerciali vecchi e ultrainquinanti che creano, essi sì, danni rilevanti alle nostre città ed all’ambiente. Una seria politica dei trasporti, e in particolare un rapido (e magari incentivato) rinnovo del parco circolante italiano ancora troppo vecchio porterebbe invece gli attesi benefici. Non certo anacronistici e immotivati divieti. Va infine segnalato un comportamento inspiegabile e giornalisticamente inaccettabile da parte della stampa quotidiana locale che ha rifiutato la pubblicazione di una pagina a pagamento con le ragioni dei sostenitori dei SUV. Quando cioè, invece di discutere e confrontarsi sui dati e sui fatti, si sceglie la censura. FONTI DI CO2 IN EUROPA Produzione di energia 39% Abitazioni 19% Industria 16% Aerei, camion, navi 14% Auto 12%* *Auto Euro 4-5-6 a Benzina 1,5% PM10 da Diesel 0,005%