Formula 1 - GP Ungheria

Di Marcello Pirovano Pubblicato Lunedì, 31 Luglio 2017. nella categoria Sport

Doppietta Ferrari vince Vettel con il preziosissimo aiuto di Raikkonen.

Formula 1 - GP Ungheria

Vettel e Raikkonen nell’ordine per la 46ª vittoria del pilota tedesco e l’83ª doppietta Ferrari. Per freddezza e determinazione è stato inarrivabile Vettel nella brillante partenza che ha sostanzialmente determinato l’andamento della corsa, ma fondamentale in questa fase, Raikkonen nel bloccare le velleità di Bottas e poi, nella seconda e quanto mai ansiogena seconda parte del GP, nel fargli  da disciplinato scudiero fino alla bandiera a scacchi. Per oltre 30 giri lo sterzo della capricciosa “Gina” del pilota tedesco ha infatti avuto seri problemi a stare diritta in rettilineo e a curvare correttamente e la vittoria, che sembrava scontata per manifesta superiorità, è tornata in discussione. E qui, bisogna riconoscerlo, anche Arrivabrene al muretto ha dato prova di nervi saldi. Adesso i punti di vantaggio di Vettel sono saliti a quota 14 e si va a SPA e poi a Monza sulle ali dell’entusiasmo e di qualche certezza in più.

Non sono, per la verità, due circuiti particolarmente favorevoli alla Ferrari quelli della ripresa dopo l’interruzione estiva. La squadra, in tutte le sue componenti, ha però dato una convincente prova di compattezza e concretezza, cosa che dopo Silverstone era tutt’altro che scontata.

In Mercedes la “botta” (minuscolo e senza “s”) è stata dura e a poco è servita la decisione del box di imporre a Bottas di cedere la posizione ad Hamilton che poi non è stato in grado di mettere a frutto il favore; anzi, ha dovuto restituirlo cedendo il 3º gradino del podio, i relativi 3 punti in più, a Vettel. Vuoi vedere che in un campionato così incerto e combattuto potrebbero essere determinanti alla fine dei giochi? Per i due piloti finlandesi sacrificati è comunque certo che, con questa bella dimostrazione di disciplina e per Raikkonen anche di grande classe, è pronto un bel contratto di conferma che altro non chiede che di essere firmato per la prossima stagione. Per Bottas la questione è già una clausola dell’ingaggio di quest’anno al verificarsi di certi immancabili risultati, mentre per “Ice men” l’ha praticamente confermato lo stesso Marchionne quando a precisa domanda ha risposto “… stiamo tanto bene tutti insieme”.

A fronte di questi due piloti freddi, razionali e pronti a piegarsi alla ragione di Stato a Budapest c’è stata l’ennesima dimostrazione di “trance agonistica” da parte di Verstappen. Ci ha messo poco più di due curve a mettere fuori causa il suo compagno di squadra Ricciardo devastandogli la monoposto con una manovra inutilmente aggressiva. Piacciono sicuramente il temperamento e le doti di guida del giovane olandese, ma sarà un campione vero solo quando capirà che la pista non è tutta sua e che i Gran Premi non si vincono allo start. Nemmeno quelli di questa F1 con le sue complicatissime regole sulle coloratissime gomme e con gli ordini di scuderia.

Per finire e per ricordare i 36 anni di Alonso compiuti proprio a Budapest va segnalata che la McLaren non solo gli ha permesso di finire la gara, ma gli ha regalato il 6º posto, il giro più veloce e qualche utilissimo punto in classifica. Caso mai qualcosa fosse davvero cambiata anche per lui ne saremmo davvero tutti contenti.