Renault Alaskan

Di Andrea Nicoli Pubblicato Venerdì, 15 Settembre 2017. nella categoria Secondo noi

Alaskan il nuovo pick-up di Renault non teme il lavoro duro. Motori diesel, trazione integrale quando serve.

Renault Alaskan

Renault entra in una nuova nicchia di mercato, i pick-up medi “one-ton”, ma lo fa partendo da una posizione privilegiata sfruttando il know-how e la tecnologia della sorella Nissan. L’Alaskan nasce da un progetto comune con il Navara, ma la Casa francese aggiunge la mano felice del designer Laurens Van de Acker, il suo motore dCi 2.2 e un layout delle sospensioni posteriori multilink a 5 ancoraggi con una taratura specifica. Il risultato è un veicolo dall’aspetto piacevole, pratico e multifunzione, peccato che il Codice della Strada italiano ne preveda la sola omologazione autocarro (N1), che all’atto pratico ne limita l’uso al di fuori dell’attività professionale e dunque non potrebbe essere usato con la famiglia o nei week-end.

Una sola carrozzeria e quattro allestimenti
Le dimensioni sono importanti, come la capacità di carico e di traino. Alaskan è lungo 5,40 metri e ha un passo di 3,15. La parte abitativa è composta da una doppia cabina con quattro ampie porte che permette di accogliere comodamente cinque persone. Il cassone squadrato misura 1,58 mt x 1,50 mt per 2,46 mq di spazio utile, ha una ribaltina che supporta un 500 kg e l’altezza della soglia di carico è contenuta in 51 cm. Essendo un pick-up espressamente da lavoro e personalizzabile con parecchi accessori postvendita, è interessante ricordare che il cassone può ospitare fino a una tonnellata di carico, mentre è omologato per il traino fino a 3,5 tonnellate.
Quattro i livelli di allestimento disponibili: dal più essenziale Life per passare allo Zen, Intens ed Executive con i sedili in pelle, fari a LED e la videocamera perimetrale a 360°.

Tanto lo spazio a bordo con una strumentazione completa: sistema touch screen da 7”, schermo TFT da 5” al centro della plancia con indicazione d’uso, bussola, e display aggiuntivo del navigatore, climatizzatore bi-zona, impianto hi-fi e telecamera esterna. Molri vani portaoggetti, prese di corrente, connessioni USB e un comfort acustico da berlina. Ormai la qualità della vita a bordo è imprescindibile anche per un pick-up. Proprio da questo punto di vista si percepisce lo sforzo e il risultato raggiunto da Renault per proporre un pick-up che può macinare ore e ore di lavoro con un occhio di riguardo agli occupanti.

Un motore, due potenze e doppia trazione
Il Gruppo francese ha deciso di proporre Alaskan con il solo motore a gasolio 4 cilindri di 2.200 cc in due livelli di potenza: 160 o 190 CV. Quest’ultimo con 450 Nm di coppia a soli 1.500 giri/minuto. Il cambio è manuale a sei marce o automatico a sette rapporti. Sempre per quanto riguarda la trasmissione, sulla consolle centrale troviamo un selettore che permette di passare dalla trazione sulle sole ruote posteriori alla configurazione 4x4 (anche in movimento) o sempre 4x4 ma con le marce ridotte. A fianco troviamo anche il tasto per il blocco automatico del differenziale centrale e quello che attiva l’hill descent control.

Con il diesel meno potente Renault dichiara una velocità massima di 172 km/h e un’accelerazione 0-100 in 12”, valori che diventano rispettivamente di 184 km/h e 10”8 con il motore più potente. I consumi ufficiali parlano di una percorrenza media di 16 e 14 km/litro; durante la nostra prova, con una guida brillante e una parte in fuoristrada, ci siamo assestanti attorno a 9,6 km/litro con la versione da 190 CV.

Bene nell’off-road ingombrante nel traffico
Per i più tecnici e per gli appassionati di off-road ricordiamo che questo imponente pick-up ha un DNA da vero fuoristrada. Telaio a longheroni, un’altezza minima da terra di 23 cm e 45 cm di guado. Ha un angolo di attacco frontale di 29°, di dosso (tra i due assi) pari a 22 e di uscita posteriore di 25. In poche parole le asperità del fondo non gli fanno paura. Il diametro di volta è contenuto in 12,4 metri.

Nel nostro primo contatto con l’Alaskan nella bella Slovenia, tra tortuose strade extraurbane e boschi di conifere abbiamo avuto modo di apprezzare l’elasticità del motore, il cambio automatico fluido e regolare e una posizione di guida molto confortevole. In fuoristrada ha sempre avuto un buon grip e solo nel fango bisogna fare attenzione al peso che ne amplifica gli spostamenti e riduce la precisione delle traiettorie. Su asfalto rimangono i limiti di una vettura generosa, alta da terra e con un assetto tendente al morbido.

Un’ultima considerazione sui prezzi, ufficializzati senz’IVA proprio per il concetto che un autocarro professionale può scaricare questo tipo di tasse, si parte da 27.600 euro per il dCi 160 CV in allestimento Life e cambio manuale per arrivare 37.300 (sempre +22%) per il 190 dCi Executive.
Certo che se il Codice della Strada cambiasse, sarebbe tutto più facile per gli amanti di questo particolare genere di fuoristrada.