Mercato Auto in Italia a dicembre in crescita ma in negativo per il 2018

03 gen 2019 Paolo Pirovano
Mercato Auto in Italia a dicembre in crescita ma in negativo per il 2018

Con i numeri del mese di dicembre si è conclusa l’annata automobilistica. Il dato principale riguarda la chiusura del mercato che archivia il 2018 segnando una flessione del 3,1% con 1.910.025 unità immatricolate verso le 1.971.345 vendute nel 2017. Il risultato è stato decisamente influenzato dall’andamento del secondo semestre che è stato particolarmente altalenante con l’anticipo degli acquisti in agosto, in vista dell’entrata in vigore dal 1° settembre delle nuove norme di omologazione dei veicoli (WLTP) ed i riflessi negativi sulle vendite di settembre (-25,2%), ottobre (-7,2%), e novembre (-6,3%) influenzati dalla non completa disponibilità di prodotti rispondenti alle nuove norme da parte di alcuni Costruttori.

Il mese di dicembre è stato così il primo ad avere una piena disponibilità dei prodotti di nuova omologazione, ed ha chiuso con un incremento del 2% e 124.078 autovetture immatricolate rispetto alle 121.689 dello stesso mese del 2017. Tra le cause della contrazione vanno sicuramente registrate le continue voci di nuove tasse sul settore come quelle legate all’introduzione del “malus” nel 2019 e le decisioni non uniformi in materia di blocco del traffico che hanno colpito le vetture diesel. 

“La confusione generata dai blocchi del traffico sui diesel e le dichiarazioni di alcune amministrazioni locali di importanti città italiane non aiuteranno il consumatore a prendere decisioni serene di acquisto, complicando ulteriormente la risposta alle esigenze di mobilità dei cittadini – ha dichiarato Michele Crisci Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere”.

Questa situazione si nota nel cambiamento dell’andamento delle vendite per motorizzazione dove il diesel nel mese di dicembre registra una perdita del 19% dei volumi scendendo di 11 punti percentuali di quota e fermandosi al 46,4% del totale. Nell’intero 2018 la flessione delle è pari al 12,3%, con una rappresentatività sul mercato del 51,5% (-5 punti percentuali rispetto al 2017). Ne beneficia la benzina che segna in dicembre un forte incremento del 40,4%, recuperando quasi 12 punti di quota sul totale e portandosi al 41,5%. Nel totale anno la quota si attesta sul 35,3%.

Come conseguenza del tipo di motorizzazioni acquistate, continua a salire la CO2 media ponderata che in dicembre segna un incremento del 7,1% (a 120,6 g/km) e a fine anno dell’1,8% a 114,4 g/km, rispetto ai 112,4 dell’anno precedente.

In leggero calo il Gpl sia nel mese sia nel cumulato 2018, dove chiude stabile al 6,5% di quota, mentre il metano perde la metà delle immatricolazioni, scendendo appena ad un 1,1% di rappresentatività e al’1,9% di quota sul totale. In crescita le vetture ibride del 13,6% in dicembre e del 30% nel totale 2018, archiviando in entrambi i periodi una quota del 4,5%. Ottima crescita per le auto elettriche che nel mese e nel totale anno si attestano sullo 0,3% di quota, superando la soglia delle 5.000 vetture complessivamente immatricolate (5.010).

La confusione amministrativa continuerà anche nel 2019 dove l’approvazione della Legge di Bilancio prevede a partire dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione di un “malus” per gli acquirenti di nuove autovetture con emissioni di CO2  superiori a 160 g/km, che parte da 1.100 euro fino ad arrivare a 2.500. Un’ulteriore tassa su un settore produttivo già particolarmente colpito da imposte. “Nell’anno appena concluso per gli automobilisti italiani erano state ventilate ipotesi di riduzione del carico fiscale, incidendo ad esempio sulle accise dei carburanti, e di rassicurazione sulla mancata introduzione di nuove tasse. Il 2019, invece, si apre con un’imposizione aggiuntiva per gli acquirenti di nuove autovetture che andrà a colpire non soltanto quelle di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate al superbollo, ma alcune versioni di modelli diffusi sul mercato, in particolare, presenti nella prima fascia soggetta al malus”. Così si è espresso sempre Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, in occasione del commento ai risultati del mercato 2018.

Le previsioni per il prossimo anno quindi non sono particolarmente positive con un volume di vendita inferiore a quello del 2018 a causa della tassazione aggiuntiva che provocherà un forte ammanco di IVA nelle entrate dello Stato, e per una tendenza al rallentamento che già si era fatta vedere negli ultimi mesi del 2018, non solo nelle immatricolazioni ma anche nelle acquisizioni di nuovi contratti. Nel 2018 il recupero si è così interrotto anche il livello fisiologico delle immatricolazioni per un Paese che dispone di un parco circolante di autovetture di 39 milioni di unità ed ha quindi una forte domanda di sostituzione. 

Analizzando i segmenti di mercato sono quasi tutti in flessione con le utilitarie si confermano stabili nel 2018 al 36,6% di quota, inseguite dal segmento C in crescita al 33% di quota; stabili anche le medie superiori (D) al 12,7%, mentre flettono le city car che, in contrazione di oltre 1 punto, si fermano al 15,6% del totale. Tra i modelli ancora al primo posto assoluto nei 12 mesi Fiat Panda con 124.266 unità vendute davanti a Renault Clio con 51.628 e a Fiat 500X con 49.931. Tra le tipologie di carrozzeria spiccano gli incrementi a doppia cifra dei crossover e fuoristrada, che nel complesso rappresentano nel 2018 il 38,6% delle vendite di autovetture. Tra le aree geografiche il primato spetta al Nord-Est con il 32,7% del totale davanti al Nord Ovest al 30,8%

 

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