Citroen compie 100 anni

08 apr 2019 Paolo Pirovano
Citroen compie 100 anni

Raccontare 100 anni di storia di una casa automobilistica non è certo facile. Tanti sono gli aspetti da approfondire perché l’auto è un insieme di argomenti e situazioni non solo tecniche che devono essere ben integrate tra loro. Se poi la festeggiata è Citroen che ha realizzato vetture che sono diventate delle icone e ha rivoluzionato il design e le metodologie industriali, tutto diventa ancora più interessante.

Procediamo con ordine e Andre Gustave Citroen fonda l’azienda subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale riconvertendo la fabbrica impegnata nella produzione bellica di granate. Sceglie come marchio, il Double Chevron, che rappresenta gli ingranaggi a cuspide per macchinari industriali, un brevetto da lui comprato e ancora adesso utilizzato. La prima auto è la Type A 10 HP del 1919, una Torpedo a quattro posti in vendita a 7.244 Franchi francesi e ne verranno costruite 23.000 in soli 2 anni. La vera novità è che Citroen consegna un’auto completa di tutto e personalizzabile a piacimento nei colori della carrozzeria e nell’abitacolo. Una vera novità per il periodo ed in pratica nasce l’automobile moderna.

Per far conoscere le qualità delle Citroen, si inventa una serie di azioni all’epoca davvero innovative. Crea la concessionaria, offre la possibilità di provare l’auto, compra pagine pubblicitarie sui giornali, realizza il catalogo di ricambi per personalizzare l’auto, stampa i cartelli stradali e, dove non ci sono punti vendita arrivano le carovane di auto con la relativa rete commerciale al seguito. Apre le filiali all’estero come quella in Italia nel 1924 in via Gattamelata, a fianco degli stabilimenti dell’Alfa Romeo al Portello.

Crede fortemente nella comunicazione e l’apice viene raggiunto nel 1925, quando la torre Eiffel viene illuminata da 600.000 lampadine che scrivono il nome. Per accenderle tutte costruirà una centrale elettrica e per 10 anni sarà uno dei simboli di Parigi.

Non solo ma rivede il concetto della produzione ammodernando la catena di montaggio perché, secondo Andre Citroen, gli operai devono avere le migliori condizioni di lavoro e guadagnare a sufficienza per essere i primi clienti. È la prima industria a mettere a disposizione un’infermeria, la mensa, uno spaccio, un asilo e addirittura un cinema. Una forma di Taylorismo moderno che vuole combattere gli effetti alienanti della catena di montaggio.

Tra le due guerre Mondiali si inseriscono le grandi avventure per dimostrare l’affidabilità dei propri mezzi con la Crociera Nera in Africa del 1924 e la Crociera Gialla in Asia del 1931 con i mezzi cingolati. Tutti arriveranno alla fine dei due viaggi. Se continuiamo a guardare le vetture, un modello che ha cambiato la storia del marchio è la Traction Avant del 1934, la prima ad usare il telaio a monoscocca e la trazione anteriore. Talmente bella e veloce che diventa l’auto preferita dai rapinatori per essere poi acquistata dalla polizia per gli inseguimenti.

Finita la guerra ecco un altro capolavoro, la 2CV. Nasce come veicolo per i contadini francesi ed è subito un successo rimanendo in produzione ininterrottamente dal 1948 al 1990 con oltre 5 milioni di unità costruite. Il brief dato ai tecnici era molto semplice. Bisogna costruire un’auot capace di trasportare quattro persone e un paniere di uova senza romperle attraverso un campo.

Ma è la DS che cambia tutti i parametri fino ad allora conosciuti. È il 5 ottobre del 1955 quando, al Salone di Parigi, viene mostrata per la prima volta la DS19. Una carriera lunga 20 vent’anni sono la conferma di quanto sia amato questo modello. A contribuire al successo di questi modelli ci pensa un italiano, Flaminio Bertoni, uno scultore prestato al design che rinnova completamente lo stile del costruttore.

Come dimenticare, poi, la Dyane del 1967, l’auto in jeans, particolarmente amata in Italia (terminerà la produzione nel 1983) e l’anno dopo arriva la Mehari con l’innovativa carrozzeria in plastica, modernissima e ancora diffusa oggi nelle isole del Mediterraneo. Non vengono dimenticate le persone che lavorano. Per loro il Type H o “Panier Salade” costruito dal 1947 al 1981 che cambia il modo di trasportare le merci mettendo a disposizione grandi spazi nel vano di carico in misure compatte  grazie allo spostamento del motore in posizione abbassata.

Potremmo continuare per ore a parlare delle Ami 7 e 8, della CX, della SM, della Visa, della GS o del successo della C3, tanti sono i modelli realizzati da questo marchio. Oppure potremmo parlare delle soluzioni tecniche come le sospensioni idropneumatiche o il tema del comfort da sempre al centro di ogni Citroen. E come dimenticare lo sport con le grandi vittorie nei rally già dagli anni sessanta per arrivare fino ai nove titoli vinti da Sebastian Loeb, vera leggenda della specialità.

Il centenario verrà festeggiato in luglio a Parigi in un grande raduno, il “Rassemblement du Siecle” mentre in Italia l’appuntamento è a giugno a Torino dove sfileranno 100 modelli per 100 anni, perché Citroen è il marchio più collezionato al mondo con 1.000 club in 39 paesi.

Un breve riassunto della lunga storia è raccontato nell’ultimo spot dove un giovane globetrotter attraversa gli anni e le epoche salendo a bordo di diverse vetture del Double Chevron per arrivare fino all’ultima realizzazione, la Ami One Concept, la 100% elettrica che interpreta la mobilità del futuro.

Buon compleanno Citroen!

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