Maserati Indy, splendida cinquantenne

01 lug 2019 Silvia Pirovano
Maserati Indy, splendida cinquantenne

Esattamente 50 anni fa, il 1 Luglio 1969, dalla storica sede della Maserati in via Ciro Menotti 322 a Modena, usciva il primo esemplare della coupé Indy, con carrozzeria color oro metallizzato e interi in pelle marrone, per essere consegnato a un ricco imprenditore svizzero.

La Maserati Indy era stata presentata nel 1968 al Salone di Torino, presso lo stand della Carrozzeria Vignale. L’anno successivo, debuttò ufficialmente sullo stand Maserati al Salone di Ginevra. 

Fino a quel momento la gamma comprendeva Ghibli, Mexico, Mistral, Quattroporte e Sebring, ma a fronte delle richieste da parte dei clienti che erano alla ricerca di una vettura comoda, abitabile e dalle caratteristiche sportive, la Casa del Tridente decise di sviluppare un nuovo modello. Prese così avvio il progetto AM116 (Alfieri Maserati 116): il design venne affidato alla Carrozzeria Vignale con l’obiettivo di sviluppare un coupé a quattro posti dal design innovativo in grado di garantire comfort e alte prestazioni. Il risultato finale portò alla nascita della Indy, così battezzata per ricordare le prestigiose vittorie della Maserati 8CTF alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e nel 1940.

La nuova Indy era caratterizzata da grandi superfici vetrate che garantivano un’eccellente visibilità evitando angoli ciechi, donandole allo stesso tempo una linea particolarmente filante. Molti erano anche i dettagli da vera auto sportiva: i fari a scomparsa, icona dell’epoca, caratterizzavano il frontale insieme alla presa d’aria posta al di sotto del sottile paraurti. Altro elemento distintivo era la coda tronca, che ben rappresentava la particolare attenzione dedicata allo studio dell'efficienza aerodinamica.

Nel primo periodo di produzione, il motore era un 8 cilindri a V di 4.136 cc con alesaggio di 88 mm e corsa di 85 mm, quattro carburatori Weber 42 DCNF e accensione singola a transistor con batteria e distributore. La potenza era di 260 CV e la velocità massima raggiungeva i 250 km/h.
Di serie il cambio era manuale a cinque rapporti; a richiesta era disponibile la trasmissione automatica. Nel 1970 la Indy veniva offerta anche con il motore 8 cilindri a V da 4.719 cc dotato di un nuovo sistema elettronico per l’accensione realizzato da Bosch. La potenza massima raggiungeva i 290 CV e la velocità di punta i 280 km/h. Dal 1971, in aggiunta alle precedenti motorizzazioni, veniva introdotto il motore da 4.930 cc con una potenza di 300 CV che, dal 1973, rimase l’unico motopropulsore ad equipaggiare la Indy. 

La Maserati Indy poteva vantare una ricca dotazione di serie: selleria in pelle, antifurto meccanico, volante regolabile, lunotto termico, vetri elettrici ed azzurrati, sedili anteriori reclinabili con poggiatesta e fari allo iodio. A richiesta oltre al cambio automatico, anche servosterzo e autoradio. Dal 1973 si aggiunse l’impianto di condizionamento dell’aria di serie.
In totale, dal 1969 al 1975, furono 1.102 le Indy prodotte nell’impianto di Modena.

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