Mercedes Classe G: 40 anni e non sentirli

19 feb 2019 Paolo Pirovano
Mercedes Classe G: 40 anni e non sentirli

Quarant’anni fa tra il 4 ed il 9 febbraio, i giornalisti specializzati venivano invitati a Tolone alla presentazione della Mercedes modello G serie 460. Sulla cartella stampa redatta per l’occasione venivano evidenziati due aspetti: “l’idoneità senza compromessi a impiego sia su strada sia off-road’ e l’incredibile versatilità d’uso”.

L’idea di realizzare un fuoristrada leggero parte nel 1969 quando Daimler-Benz AG e l’austriaca Steyr-Puch AG iniziano a discutere di una possibile collaborazione. Entrambe vantano esperienza nel costruire veicoli offroad, l’Unimog dalla parte di Stoccarda mentre sull’altro lato ci sono l’Haflinger e il Pinzgauer. Ad occuparsi dello stile è il centro stile della casa diretto allora dall’italiano Bruno Sacco che riesce a sfruttare al massimo le caratteristiche tecniche, come lo sbalzo anteriore e posteriore ed un’altezza relativamente elevata della vettura, a fronte di una larghezza complessiva piuttosto esigua.

La produzione di serie prende il via a febbraio 1979, poco dopo l’anteprima mondiale, nello stabilimento Puch di Graz-Thondorf, cosa che prosegue ancora oggi con l’attuale Classe G. Mercedes-Benz fornisce motori, assi, sterzo e pezzi stampati di grandi dimensioni per la carrozzeria, realizzati in vari stabilimenti in Germania. Il primo modello G mette in rilievo elementi tecnici e grandi doti di offroad ottenute dalla trazione integrale inseribile di serie con bloccaggio longitudinale, e dai bloccaggi del differenziale a richiesta sull’asse anteriore e posteriore, che diventano di serie nel 1985. Il telaio utilizza assi rigidi con molle elicoidali. La gamma al lancio comprende le 240 GD e 300 GD con motore diesel, e le 230 G e 280 a benzina che vengono proposte a passo corto o lungo (2.400 e 2.850 mm) e in diverse varianti di carrozzeria (vettura aperta, station-wagon chiusa e furgone con fiancate chiuse). Non manca una versione per usi militari con rete di bordo a 24 Volt ed identificata dalla sigla 461.

Numerosi gli aggiornamenti nel corso degli anni che portano di serie tra l’altro il servosterzo (su 280 GE e 300 GD e dal 1987, in tutti modelli), i bloccaggi del differenziale  (1985), il catalizzatore a tre vie regolato (dal 1986, prima come equipaggiamento a richiesta per 230 GE), l’ABS ne 1990 nella serie 463, mentre nel 2001 sono di serie la trazione a comando elettronico 4ETS, l’ ESP e il Brake Assist. Nel 1990 nella serie 463 viene offerta con trazione integrale permanente, in sostituzione di quella inseribile. L’allargamento della gamma porta l’introduzione di motori ad otto ed addirittura dodici cilindri che attirano nuovi clienti e la 500 GE con il V8 in serie limitata a partire dal 1993, ha un ruolo fondamentale. Sempre nel ’93 cambia il nome e diventa Classe G.

A partire dal 1998, la G 500 diventa il modello al vertice e l’anno successivo arriva la G 55 AMG, la prima di una lunga serie sulla base della 463. Un nuovo capitolo viene aperto con le versioni esclusive e a numero limitato come la G 500 4x4² del 2015 e la Maybach G 650 Landaulet del 2017, prodotta in appena 99 esemplari.

La storia continua dopo quattro decenni con la nuova generazione della serie 463, presentata a gennaio 2018 al North American International Auto Show (NAIAS) di Detroit con la G 500, affiancata dalla AMG G 63 e dalla G 350d. Si reinventa ancora una volta introducendo l’assetto con un classico asse rigido al posteriore ed un asse anteriore a doppio braccio trasversale con sospensioni a ruote indipendenti, senza però rinunciare alle eccellenti doti fuoristradistiche.

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