È arrivata la Rossa 2019

19 nov 2018 Mariano Da Ronch
È arrivata la Rossa 2019

È arrivata la Rossa 2019.
Stiamo parlando della Guida Michelin Italia 2019, presentata venerdì scorso e disponibile da oggi per tutti i cultori della buona tavola, ma non solo. Va da sé che, in tempi di informazione digitale, la Guida Michelin non è solo cartacea: infatti, tutti i ristoranti li troverete anche nella app Michelin Ristoranti, scaricabile gratuitamente per iOS e Android. Senza dimenticare poi il sito www.guida.michelin.it, ricco di in formazioni e che funziona come motore di ricerca della Guida Michelin Italia, permettendo di scegliere un ristorante secondo gusti, occasioni, budget.

Un po’ di storia. La Guida Michelin nasce in Francia nel 1900. Era una piccola guida che avevano voluto i fratelli Édouard e André Michelin, i fondatori della Michelin, per aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era spesso avventuroso. Conteneva informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare i pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire. In Italia, la prima Guida Michelin, invece, arriva nel 1956 e conteneva informazioni solo per il nord e il centro della penisola. Con alcune informazioni che oggi forse paiono incredibili, come la segnalazione di piccoli alberghetti ancora privi di corrente elettrica.

I rigorosi criteri di selezione, applicati in modo omogeneo in 30 Paesi, rendono la Guida Michelin un riferimento nel campo della ristorazione. Gli ispettori Michelin operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri definiti da Michelin: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu.

Ma veniamo all’edizione italiana e alle novità di quest’anno. La prima, dopo anni di attesa, è l’assegnazione a Mauro Uliassi, famoso ristorante di Senigallia (AN), della terza stella, per un totale di 10 i ristoranti con tre stelle nel nostro Paese, che si conferma la seconda selezione più ricca al mondo, nell’anno in cui l’omino Michelin festeggia il suo 120° compleanno.  “Una storia, una passione, il mare. Da questo nasce una cucina che i fratelli Catia, in sala, e Mauro Uliassi, lo chef, amano definire semplice e contemporanea. Vi convivono tecnica e tecnologia e una tradizione in continuo movimento, che si nutre dei loro viaggi e di tutto quello che li circonda”, come sottolinea Sergio Lovrinovich, Direttore Guida Michelin Italia.

Nella 64a edizione della Guida, oltre alle nuovissime stelle Michelin che brillano sulla cucina dello chef Mauro Uliassi, confermano di avere una cucina che “vale il viaggio”, e quindi le tre stelle Michelin, i ristoranti dell’edizione 2018: Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ).

Per gli amanti delle statistiche, la regione più ricca di novità (5) al nord è il Piemonte, dove Antonino Cannavacciuolo si concede il bis di stelle a Torino, al Cannavacciuolo Bistrot Torino, con lo chef Nicola Somma, e a Novara, al Cannavacciuolo Cafè & Bistrot, con Vincenzo Manicone, mentre Enrico Bartolini aggiunge alla sua collezione una nuova stella, attribuita alla Locanda del Sant'Uffizio Enrico Bartolini, a Cioccaro di Penango (AT), con lo chef Gabriele Boffa. Molte le novità al sud, in particolare il ritorno della stella in Basilicata, a Matera, al ristorante Vitantonio Lombardo, e una nuova stella in Calabria al ristorante Quafiz, dello chef Nino Rossi, a Santa Cristina d'Aspromonte (RC). Nelle isole ritroviamo volti noti: in Sicilia, il tristellato Heinz Beck a Taormina (ME) conquista una stella al St. George by Heinz Beck, guidato dallo chef Giovanni Solofra, mentre in Sardegna, a Porto Cervo (SS), Italo Bassi riconquista la stella al ristorante ConFusion Lounge. La Lombardia è la regione più stellata, con 2 novità: 60 ristoranti (2 tre stelle, 6 due stelle e 52 con una stella). Il Piemonte, con 5 novità, riconquista la seconda posizione, con 45 ristoranti (1 tre stelle, 4 due stelle e 40 con una stella), mentre la Campania, con due novità, si colloca al terzo posto del podio, con 43 ristoranti, (6 due stelle e 37 con una stella). A seguire il Veneto, a quota 39, con due novità (1 tre stelle, 3 due stelle e 34 con una stella), e la Toscana, con 3 novità, per un totale di 36 ristoranti (1 tre stelle, 4 due stelle e 30 con una stella). Cambio al vertice tra le province: Napoli conquista la vetta con 24 ristoranti (6 due stelle e 18 con una stella), Roma passa in seconda posizione con 23 ristoranti stellati (1 tre stelle, 2 due stelle e 20 con una stella), mentre Bolzano riconquista il terzo posto (1 tre stelle, 5 due stelle e 15 con una stella). Seguono Milano, con 18 ristoranti (4 due stelle e 14 con una stella), e Cuneo, a quota 17 (1 tre stelle, 1 due stelle e 15 con una stella).

“Anche quest’anno, le stelle che i nostri team di ispettori hanno attribuito a 367 ristoranti sono un indubbio riconoscimento della ricchezza e diversità regionale della gastronomia italiana, fatta di prodotti, territorio e genuinità”, afferma Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale Guide Michelin. “Ed è sempre appassionante vedere come gli chef e tutte le persone alla guida di questi ristoranti diano vita e linfa alla scena culinaria italiana, armonizzando rispetto delle tradizioni e innovazione”. Tra le 30 novità stellate, è significativo poi il dato relativo ai giovani chef: 15 ristoranti sono guidati da giovani talenti che hanno un’età uguale o inferiore a 35 anni. Tra questi, 10 hanno un’età uguale o inferiore a 30 anni.

Oltre alle stelle, la 64a edizione della Guida MICHELIN Italia propone ai suoi lettori oltre 4.500 alberghi e ristoranti. Tra i circa 2100 ristoranti, oltre 1500 ristoranti propongono un buon pasto con prodotti di qualità, mentre 257 Bib Gourmand, di cui 21 novità, sono contraddistinti dalla faccina sorridente dell’Omino Michelin che si lecca i baffi e che sta a indicare un ristorante che propone una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 32 € (35 € nelle città capoluogo e nelle località turistiche importanti).

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