I saloni tedeschi non sono più quelli di una volta.

12 Sep 2025 Mariano Da Ronch
I saloni tedeschi non sono più quelli di una volta.

Siamo tornati dall’IAA 2025 di Monaco di Baviera, manifestazione internazionale sulla mobilità in svolgimento dal 9 al 14 settembre. L’appuntamento è diviso in due parti: IAA Summit, dal 9 al12 settembre, con l’8 settembre riservato alla stampa, alla Fiera di Monaco, mentre IAA Open Space a ingresso libero, dal 9 al 14 settembre, nelle strade del centro di Monaco: Marienplatz, Ludwigstrasse, Odeonplatz e Wittelsbachplatz, solo per citarne alcune.

Ma andiamo con ordine e iniziamo dallo spazio fieristico dell’IAA. Forse qualcuno si ricorderà dei fasti passati in occasione del glorioso e immenso Salone di Francoforte (ci volevano almeno tre giorni per visitarlo tutto), fiore all’occhiello della prorompente industria automobilistica tedesca: dimenticatelo. Qui a Monaco, in soli sei padiglioni di cui uno semivuoto e con grandi spazi dedicati alla ristorazione e al riposo dei visitatori, si concentra quello che, secondo gli organizzatori, ha da dire la mobilità. Se si escludono i campioni di casa come il Gruppo Volkswagen e BMW, la presenza che più si nota è rappresentata da Case cinesi, presenti in gran numero; mentre brillano per assenza alcuni rappresentanti illustri dell’industria automobilistica mondiale come Toyota, Honda e Nissan, solo per fare qualche nome. O Stellantis, presente solo con uno stand dedicato a Opel (costruttore di casa) ed uno a Leapmotors, che però, alla fine, è cinese pure lui. Altri costruttori, dovendo o volendo scegliere dove esserci, hanno preferito invece ritagliarsi uno spazio in città (ma ci torniamo tra poco).

La maggior parte degli spazi in fiera dell’IAA Summit è dedicata invece a espositori che hanno a che fare con la filiera, e quindi riservati forse più a operatori professionali piuttosto che al grande pubblico. I sei temi principali sono: connettività, IOT e Big Data; software a bordo dei veicoli; decarbonizzazione; guida autonoma; la mobilità nelle smart city e le ultime tecnologie relative alle batterie. Ai quali si aggiungono quelli occupati da delegazioni appartenenti a Paesi o Regioni attive nella filiera della componentistica dell’auto, come Israele, Portogallo e la Regione Piemonte. Argomenti interessantissimi, certo; ma più verticali e forse emotivamente meno impattanti.

Al termine della giornata della stampa, caratterizzata a nostro avviso soprattutto dall’oceanica conferenza di BYD, il cui stand era praticamente un auditorium da oltre mille posti (i modelli invece erano tutti presenti in città), decidiamo di curiosare all’IAA Open Space in centro. Scoprendo per altro che quasi tutte le aree sono ben lontane dall’aver completato il loro allestimento in vista dell’apertura della mattina del 9 settembre.

Sensazione che trova conferma, appunto, il giorno dopo, quando arriviamo per la visita. Va detto che l’idea di trasferire parte della manifestazione in città non è male, anche se situazioni simili si sono già viste altrove: una sorta di democratizzazione del salone, aperto al grande pubblico, che può fruire dell’esposizione liberamente e senza pagare il biglietto. E a mezza mattina, sono ancora in fase di allestimento ed uno dei responsabili di una Casa automobilistica ci ha confermato che la distribuzione definitiva degli spazi destinati agli espositori in città è stata resa disponibile solo a metà della settimana prima della data di inaugurazione dell’IAA Open Space, rendendo assai problematica l’organizzazione e l’apertura in tempi utili.

Tante le Case presenti a IAA Open Space (che hanno scelto, cioè, di essere qui e non in fiera), molti stand belli e sfarzosi nonostante la crisi e per fortuna, molto pubblico interessato, anche se rappresentato più da veterani che da giovani virgulti.

Si dirà che i tempi sono cambiati, che l’industria dell’auto è oggi in crisi nera ma noi, inguaribili appassionati di automobili, non riusciamo a dimenticare i bei tempi andati. Quando i saloni tedeschi erano quelli di una volta.

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