Ineos Grenadier, solo per intenditori
Cosa fareste se, essendo appassionati di veicoli fuoristrada, all’improvviso il modello che più amate non fosse più prodotto? Sir Jim Ratcliffe non ha esitato un momento e si è dato subito la risposta: me lo faccio da solo.
Beh, non è andata proprio così: ma facciamo un passo indietro. Il nostro Sir Ratcliffe, imprenditore britannico proprietario di Ineos, azienda leader nel settore petrolchimico, e considerato l'uomo più ricco del Regno Unito con un patrimonio nel 2021 stimato da Forbes in 17,2 miliardi di dollari, forse poco noto al grande pubblico, ma a capo di un impero fatto di 36 aziende, dalle vernici alle materie plastiche, dai tessuti alla tecnologia, dai prodotti farmaceutici ai telefoni cellulari, per non parlare di Belstaff e delle sue famose giacche, con 194 siti produttivi in 29 Paesi in giro per il mondo, con oltre 26mila dipendenti e vendite complessive per 61 miliardi di dollari, oltre agli affari va matto per le automobili e l’avventura.
Siamo nel 2017. Davanti a una pinta di birra nel pub Grenadier di Londra, a due passi da Buckingham Palace e per altro di sua proprietà (il pub), Jim ha un’idea e intravede un’opportunità: sul mercato non c’è più un fuoristrada vocato all’avventura, a uno stile di vita attivo e al lavoro in condizioni difficili. “Sono un grande fan del vecchio Land Rover Defender e ammiro molto le sue prestazioni in fuoristrada”, ha dichiarato Ratcliffe, “e siamo partiti da lì per il nostro 4X4. Il nuovo fuoristrada incarnerà il suo spirito, ma lo supererà di gran lunga a livello costruttivo.”
Nasce così la visione di un 4X4 pratico, funzionale, minimalista e concreto. Per usare le sue parole, “Vogliamo costruire un fuoristrada puro e duro, dedicato agli esploratori, agli agricoltori e agli appassionati di tutto il mondo.” Certo ne è stata fatta di strada da quando è iniziato il viaggio verso la creazione di questo sogno. Ed è stata anche vinta una causa intentata, comprensibilmente, da Land Rover.
Progettato da zero sulla base di una nuova piattaforma, è stato concepito per soddisfare le esigenze dei suoi futuri proprietari offrendo un veicolo da lavoro robusto, efficace e confortevole per affrontare ogni terreno: motori BMW sei cilindri benzina e Diesel, telaio a longheroni, trazione integrale permanente, assali rigidi e fino a tre differenziali bloccabili. Con quel suo inconfondibile mix tra stile britannico e rigore ingegneresco teutonico, con il supporto degli specialisti di Magna Steyer. Per garantire e soddisfare i più elevati standard occorreva poi un impianto di produzione ai vertici della categoria. Detto, fatto: è stato acquisito il sito di Hambach, precedentemente di proprietà di Mercedes-Benz, la base perfetta per la produzione del Grenadier.
Forse il nome Ineos Grenadier ai più non dirà molto, a meno che non siate intenditori consumati e appassionati delle proposte di nicchia. Ma vi basterà dare un’occhiata veloce a questo modello, anche solo dall’esterno, per capire subito di cosa si tratta, non foss’altro per le inevitabili analogie con quell’inossidabile modello del passato che ha scritto la storia di questo particolare segmento di auto.
Niente di meglio, quindi, che toccare con mano queste affermazioni, partendo da Milano e raggiungendo alcune mete significative dell’Austria Felix fino a Salisburgo, che ben si sposano con le premesse annunciate. Poco più di milleottocento chilometri tra autostrade, strade statali e sinuosi percorsi alpini, in alcuni tratti anche abbandonando l’asfalto visto il tipo di vettura, certamente sufficienti per farsi un’idea di cosa offre questo particolare veicolo.
Oggetto del nostro Touring Test è la versione Fieldmaster Edition (deve il suo nome all’iconica Belstaff Fieldmaster, una giacca in cotone cerato progettata per la vita all’aria aperta) con propulsore Diesel BMW twin turbo da tre litri, sei cilindri in linea, capace di 245 cavalli e 550 Nm di coppia, Euro 6D, dotato di un cambio automatico ZF a otto velocita e due ridotte, assali anteriore e posteriore Carraro, trazione integrale permanente, differenziale centrale bloccabile, capacità di guado fino a 80 centimetri, fari e abbaglianti ausiliari a LED.
Per renderla ancora più completa è presente il pacchetto Smooth, che comprende retrocamera, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, retrovisori esterni riscaldabili, ugelli lavacristalli riscaldati, vano portaoggetti centrale con serratura, luci sottoporta e illuminazione d’ambiente per le portiere, prese di ricarica ausiliari, cerchi in lega da 18", finestrini Safari (sopra guidatore e passeggero anteriore: si possono aprire per una maggiore ventilazione o rimuovere completamente), rivestimenti in pelle, tappetini in moquette, sedili anteriori Recaro riscaldabili, touch screen da 12,3” con mirroring per i cellulari, volante con comandi multifunzione e impianto audio Premium. Insomma, non manca nulla, anche se ci si volesse spingere in impegnativi tratti fuoristrada.
Come prima tappa raggiungiamo Bad Gastein, principale stazione idrotermale dell’Austria e vigilata dalle cime austere degli Alti Tauri, che ne fanno anche una famosa e attrezzata destinazione di sport invernali, caratterizzata da una scenografica cascata attraversata da un ponte e situata in pieno centro. Bad Gastein è nota anche per le auguste frequentazioni a cavallo tra fine ‘800 e primi del ‘900, tra le quali si segnalano quelle dell’imperatore Francesco Giuseppe, della di lui consorte Sissi e dell’amico Guglielmo, kaiser di Germania e re di Prussia, al quale si deve la più famosa e agevole passeggiata in mezzo ai boschi della cittadina, a lui dedicata. A poca distanza si trova Bokstein, con le miniere d’oro ormai abbandonate e utilizzate per percorsi salutari all’interno delle gallerie per fruire dei benefici del gas radon.
Quello che colpisce subito come caratteristica saliente è l’esuberanza del motore, elastico e pronto nella risposta, che riesce a spostare senza problemi un veicolo di oltre 2,7 tonnellate; abbinato al cambio ZF a otto marce, praticamente perfetto, è capaci di innesti quasi inavvertibili, ottimi per il comfort di marcia, contraddistinto anche da una inaspettata silenziosità, non ostante l’aerodinamica squadrata e gli pneumatici tassellati di generose dimensioni. Unico neo, soprattutto nei percorsi sinuosi, un non pronto riallineamento dello sterzo, che in certe situazioni tende un po’ a ondeggiare.
Raggiungere Salisburgo da Bad Gastein è quasi un attimo, se scegliessimo l’autostrada; ma preferiamo guidare privilegiando la statale, passando per Mautendorf, stazione daziaria con una poderosa fortezza del secolo XIII, oltre al vicino castello Moosham, e raggiungendo a 1.740 metri di altitudine Obertauern, localita di turismo estivo e invernale dei monti Tauri, trovando anche l’opportunità di percorrere ampi tratti fuoristrada su percorsi consentiti tra i boschi della zona.
Il comfort a bordo del Grenadier, complici le generose dimensioni dell’abitacolo, offre grande visibilità e spazio adeguato ad accogliere comodamente quattro passeggeri, anche se non guasterebbe un’imbottitura un po’ più morbida per i sedili posteriori, così come dei maniglioni per issarsi a bordo del veicolo, vista la notevole altezza da terra del pianale, presente invece per il passeggero anteriore. Ampio anche lo spazio per i bagagli, accessibile tramite un doppio portellone posteriore. Una chicca inaspettata, ideata pensando alla squadra ciclistica professionistica Ineos, è il secondo avvisatore acustico comandato da un pulsante circolare rosso sulla destra del volante, che emette un suono “amichevole” a un volume inferiore rispetto al clacson tradizionale. Può essere usato per avvisare della propria presenza ciclisti, pedoni, persone a cavallo o altri utenti della strada in modo educato e cordiale. O per salutare gli altri Grenadier che si incrociano.
Arriviamo quindi a Salisburgo, incantevole città d’arte, sulle rive della Salzach e sovrastata dal Monchsberg, coronato dal possente castello Hoensaltzburg, a due passi dal confine bavarese. Città natale di Mozart e sede del prestigioso festival musicale che si tiene ad agosto, Salisburgo nel suo affascinante centro storico conserva un’atmosfera cinque-settecentesca elegante, ricca di edificazioni monumentali di impronta italiana e dovuta alle realizzazioni dei vescovi principi, grazie alle ingenti risorse economiche dovute alle locali miniere di sale che diedero il nome alla città.
Il Grenadier è nato per sporcarsi le mani e ama il fango: lavarlo dentro e fuori è un gioco da ragazzi. Le cinque valvole di scarico all’interno permettono di pulire il pavimento senza temere di danneggiare i materiali del rivestimento, mentre il grado di protezione IP54K dei componenti critici dell’abitacolo contro l’infiltrazione di polvere e acqua significa che gli schizzi di fango o acqua non danneggeranno né i comandi, né l’elettronica. I sedili anteriori Recaro dall’ottimo sostegno sono regolabili manualmente in otto posizioni e sono stati progettati appositamente per il Grenadier, con un sostegno laterale ottimizzato per la schiena.
Lasciamo Salisburgo e ci dirigiamo verso l’Attersee, il più grande lago alpino della zona di Salisburgo, lungo 20 chilometri e profondo 176 metri, con acque di un azzurro smagliante circondate da incantevoli centri di villeggiatura come Seewalchen.
Laddove è possibile, il Grenadier predilige l’analogico e il meccanico al digitale. Con pulsanti ben distanziati, indicazioni d’uso chiare e interruttori di grandi dimensioni che si possono usare anche indossando i guanti, i comandi centrali possono essere azionati facilmente e in sicurezza da guidatore e passeggero anteriore. Tutte le informazioni di guida sono raccolte nel sistema di controllo centrale: velocità, marcia, carburante, pressione degli pneumatici, mappe, contenuti multimediali, rubrica del telefono, posizione attuale, coordinate, angolo di sterzata, assetto del veicolo e tanto altro. Progettato appositamente per Ineos Automotive, il sistema di controllo centrale può essere azionato dai pulsanti sul volante multifunzione regolabile in profondità e inclinazione, dal selettore rotativo nella consolle centrale, dai pulsanti del menu nell’interfaccia di controllo centrale e, naturalmente, tramite lo schermo tattile.
Sulla strada del ritorno, un breve passaggio per Bad Ischl, cittadina termale e frequentato centro di villeggiatura, che ebbe grande notorietà tra il 1854 e il 1914 quando l’imperatore Francesco Giuseppe stabilì qui la sua residenza estiva insieme all’imperatrice Sissi.
I comandi nel padiglione del Grenadier sono una caratteristica ergonomica dal design unico. Ispirati alla disposizione dei comandi nelle cabine di pilotaggio degli aerei, includono tutti i comandi e le funzioni per il fuoristrada come le modalità Fuoristrada e Guado, i pulsanti per i differenziali bloccabili, la funzione Downhill Assist e tutti i comandi ausiliari pre-cablati a cui collegare accessori come verricelli o luci esterne.
Insomma, alla fine siamo soddisfatti. Qualche dettaglio è ancora da mettere a punto, ma il Grenadier è un bell’oggetto, certo pensato per un uso specifico, ma che non disdegna i trasferimenti veloci e che convince nella guida regalando piacevoli sensazioni al conducente, con basse emissioni e tutto sommato con consumi accettabili visto il tipo di veicolo: su percorsi agevoli e rispettando i limiti di velocità, si mantengono sempre intorno ai dieci chilometri/litro e non scendendo sotto i nove chilometri/litro anche nei trasferimenti più sinuosi. Certo, la dovizia di tecnica e di qualità presente a bordo si paga: il modello che abbiamo testato ha un listino al pubblico pari a € 96.868,85 inclusa IVA e messa in strada, esclusa IPT, con garanzia sulla meccanica di cinque anni a chilometraggio illimitato.