Jeep Compass: evoluzione all’italiana
La terza generazione di Jeep Compass segna un cambio di passo tanto profondo da lasciare al passato quasi tutto, tranne il nome. Il modello entra in una fase completamente nuova, frutto di un progetto globale ma con l’anima italiana: Compass è disegnata e ora prodotta in Italia nello stabilimento di Melfi per essere commercializzata in tutto il mondo. Una scelta strategica che vuole sottolineare il ruolo centrale del polo nazionale nello sviluppo del marchio con il nuovo Suv di segmento C.
L’evoluzione è evidente già dal design. Compass cresce nelle proporzioni, ora lunga 4,55 mt, e si presenta con un’architettura, in vero stile Jeep, che pone al primo posto la funzionalità. Le telecamere e i radar sono stati spostati più in alto per essere meno esposti durante la guida in off-road, mentre il nuovo frontale introduce una protezione superiore e una migliore efficienza aerodinamica. Non possono mancare elementi che richiamano lo spirito avventuroso Jeep, come il nuovo allestimento AWD dedicato e il gancio traino posteriore.
La trasformazione coinvolge anche la parte meccanica: la piattaforma STLA Medium consente soluzioni multi-energy e permette a Compass di accogliere motorizzazioni diverse. La gamma parte dall’efficiente e-Hybrid da 145 CV, affiancata dalla versione 100% elettrica da 213 CV con 500 km di autonomia.
Il prossimo anno sono in arrivo altre tre motorizzazioni: l’elettrica a trazione integrale eAWD, con un secondo motore elettrico al retrotreno che porta la potenza complessiva a 375 CV e, attraverso il riduttore meccanico già presente su Avenger 4xe Hybrid, fino a 3.100 Nm di coppia massima alle ruote; una seconda BEV a trazione anteriore da 231CV e 600 km d’autonomia e la plug-in, sempre FWD, da 195 CV.
La dinamica di guida è stata rivista con una taratura delle sospensioni per offrire un miglior equilibrio tra comfort e maneggevolezza. L’altezza da terra di 20 centimetri permette di affrontare terreni irregolari senza penalizzare la stabilità su strada, mentre il rollio è stato ridotto del 20%. Anche lo sterzo è stato ricalibrato per consentire maggiore precisione in ogni condizione. L’abitacolo, più silenzioso grazie a un miglior isolamento acustico, offre ora più spazio: i passeggeri posteriori guadagnano 20 cm per le gambe e il bagagliaio arriva a 550 litri, mentre i molteplici vani anteriori possono ospitare fino a 34 litri.
A bordo la tecnologia è di ultima generazione. L’infotainment è basato su uno schermo da 16’’ affiancato dal quadro strumenti digitale da 10,25’’ e dall’Head-Up Display. La nuova piattaforma digitale è connessa ai pacchetti Connect ONE e Connect PLUS, con funzioni gestibili anche da remoto tramite la nuova App Jeep 2.0. Tra le novità spiccano la pianificazione della ricarica, la ricerca delle colonnine e la possibilità di interagire con il veicolo tramite ChatGPT. Grazie alla guida autonoma di Livello 2 di serie, con Predictive Adaptive Cruise Control e cambio corsia semi-automatico, migliora la sicurezza complessiva.
La transizione elettrica non snatura la peculiarità del marchio, così Compass non rinuncia alle tradizionali capacità in fuoristrada, anzi. Il sistema Selec-Terrain, dotato di regolazioni meccaniche e non solo elettroniche, permette di adattare trazione e risposta del veicolo alle diverse superfici. Le modalità Auto, Sport, Snow e Sand/Mud confermano la loro efficacia nelle differenti condizioni, mentre la nuova mappatura Electric amplia le possibilità di utilizzo anche con la motorizzazione a batteria. Così, anche la versione BEV, grazie alla gestione intelligente della coppia, mantiene capacità off-road degne del marchio. Sulle versioni elettriche è disponibile anche la modalità One-Pedal, efficace soprattutto nell’impiego cittadino.
Abbiamo avuto modo di provare, in città, autostrada e lontano dai nastri asfaltati, la versione ibrida. L’interno sembra ancor più spazioso di quanto non appaia dall’esterno: anche i passeggeri hanno ora molto più spazio per le gambe. Gli stilemi squadrati aiutano a percepire subito l’ingombro complessivo, e il motore entra rapidamente in temperatura, riducendo così il caratteristico rumore del tre cilindri.
Nel traffico il cambio automatico rende pressoché impercettibili i passaggi di marcia, la guida è sempre fluida, e il comfort reso ancora maggiore dai sistemi pneumatici che equipaggiano i sedili anteriori, dotati di diversi programmi di massaggio: un vero lusso da vettura top di gamma.
Ma è lasciando i nastri asfaltati che ritroviamo la tradizionale anima del marchio. Pur senza la trazione integrale Jeep Compass mette subito in mostra quella motricità naturale che è nel DNA di tutte le Jeep da sempre. Percorriamo una strada sterrata con il fondo irregolare e Compass copia le asperità del terreno articolando le singole ruote che restano sempre a contatto con l’argilla, resa scivolosa dalla pioggia dei giorni precedenti. L’elettronica fa il suo lavoro con puntualità e precisione, agendo sulle singole ruote con interventi tanto delicati quanto efficaci, anche al crescere della pendenza.
Abbiamo il tempo di provare la versione elettrica solo nel suo terreno ideale, cioè il traffico cittadino, dove apprezziamo la silenziosità che rende ancora superiore il comfort. L’erogazione è progressiva e mai brusca, anche senza la funzione One-Pedal riusciamo a sfruttare efficacemente la frenata rigenerativa per aumentare l’autonomia.
Al lancio sono già ordinabili le due versioni provate, ibrida ed elettrica, negli allestimenti Altitude e First Edition a partire da 39.900 euro la e-Hybrid e da 47.900 euro la BEV, entrambe disponibili con una rata di 249 euro mensili. Le consegne tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo. La gamma si arricchirà nel corso del 2026 delle altre motorizzazioni e degli altri allestimenti: Summit, Overland e Upland.