Pneumatici sotto controllo per la sicurezza su strada
Assogomma, l’Associazione che riunisce i principali produttori di pneumatici ha organizzato per la stampa specializzata e per le istituzioni, una giornata di prove per sensibilizzare quanto siano importanti le gomme per la sicurezza stradale, per le prestazioni e non da ultimo anche per l’ambiente.
Il programma “Pneumatici sotto Controllo” prevedeva dei test sul circuito di Varano de’ Melegari, con vetture dotate di strumenti di rilevazione e con la presenza a bordo degli istruttori della Scuderia De Adamich.
Cinque le aree test, ognuno gestita da uno dei marchi coinvolti nell’operazione “sicurezza”: Michelin, Pirelli, Continental, Bridgestone e Goodyear, tutto senza presenza di loghi nelle zone dedicate alle prove.
Uno degli aspetti verificati è stato quello relativo alla data di produzione del pneumatico. Da tempo circolano voci, soprattutto sul web, che un prodotto più vecchio non ha le stesse caratteristiche e prestazioni di uno più recente.
Lo abbiamo provato in due aree attrezzate, guidando vetture identiche per potenza, una con pneumatici di tre anni ed una con quelli del 2026, effettuando delle frenate di emergenza in divese condizioni di asfalto. La prima sul bagnato ad una velocità di 50 e 70 km/h mentre la seconda su fondo asciutto a 70 e 90 km/h. Il risultato? Spazi di arresto praticamente identici considerata la media complessiva di tutti i passaggi. Rimane sempre fondamentale la conservazione del prodotto.
Serve però una precisazione, la data di produzione è un’informazione fondamentale ed obbligatoria e serve al produttore per tracciare il pneumatico lungo tutta la catena distributiva e Serve per rintracciare una settimana di produzione di quello specifico pneumatico nel caso si accertassero a posteriori difettosità.
Un’altra informazione arrivata dai test a Varano ha interessato la sicurezza su fondo bagnato con una prova di percorrenza in curva a media velocità, 80 km/h. In questo caso è emersa la differenza di comportamento dell’auto quando questa monta una gomma con battistrada usurato al posteriore.
La considerazione finale è che bisogna sempre montare sul retrotreno i pneumatici in condizioni migliori, a tutto vantaggio della tenuta e del controllo e la vettura con le gomme in miglior stato al posteriore ha passato senza problemi l’esercizio.
Il capitolo della semplice manutenzione, invece, è spesso troppo trascurato da noi automobilisti e quello del sotto-gonfiaggio è certamente quello più evidente. Ha impatti immediati sul comportamento dell’auto e sul consumo come confermato da una serie di 10 giri in pista dove l’auto con le pressioni corrette ha richiesto tra il 12 ed il 15% in meno di carburante, nei confronti di quella che aveva solo 0,5 bar più basso. Un valore minimo ma che ha effetti pesanti sull’efficienza dell’intero veicolo e di conseguenza anche sui costi di gestione.
Sempre relativo al gonfiaggio, una prova di handling sun un piccolo circuito con una Giulia Quadrifoglio da 510 CV con due auto, una con pressione corretta ed una, anche in questo caso, con un deficit di 0,5 bar. Sono emerse immediatamente delle differenze di risposta precisione e comfort, non sempre riscontrabili da un guidatore e che non sempre sono rilevate anche dai sistemi di monitoraggio TMPS.
Quindi, trattiamo bene i nostri pneumatici, sono loro che ci tengono attaccati alla strada e ci permettono di viaggiare in tranquillità.