Citroen DS 23 - Prova Vintage

Prova della Citroen DS 23, elegante allora, inconfondibile e amata adesso.

13 Dec 2016 Paolo Pirovano
Citroen DS 23 - Prova Vintage

Per capire meglio cosa significa la tradizione ed i valori che un marchio automobilistico trasmette, il gruppo PSA ha da tempo scelto una strada originale, quello di provare direttamente alcune vetture storiche. Per questo in occasione di eventi come il PSA & Friends (vedi il servizio), e all’interno del parco stampa, sono a disposizione dei giornali dei modelli che fanno da legame con la produzione attuale.

Un salto indietro nel tempo utile anche per capire come sono cambiate le vetture e che passi in avanti ha fatto la tecnologia che per una giornata ci ha portato ad una guida “d’altri tempi” senza elettronica e sistemi di assistenza, con un rapporto tra guidatore e veicolo molto diretto e sincero.

Tra le tante possibilità di scelta le preferenze sono andate immediatamente alla Citroen DS presente in diverse versioni e allestimenti. È una delle icone della storia dell’automobilismo e credo che qualsiasi appassionato debba provare almeno una volta l’emozione di mettersi al volante della “dea” per realizzare quanto era avanti, per soluzioni tecniche e stilistiche, rispetto alla concorrenza.

Presentata per la prima volta al Salone di Parigi del 1955 è frutto delle idee di André Lefèbvre, sostenitore delle ruote motrici anteriori e attento alla aerodinamica, alla leggerezza ed al bilanciamento e di Paul Magès, creatore della celebre sospensione idropneumatica. Ma è per la linea creata dallo scultore varesino Flaminio Bertoni che la DS diventa famosa per lo stile rivoluzionario e ancora oggi modernissimo, che cambia i parametri del tempo. In breve diventa in tutto il mondo il simbolo dell’auto francese di alta gamma.

La prima prodotta è la DS 19 che resta in linea fino al 1968, anno in cui viene sostituita dalla DS20 a cui si aggiunge nel 1973 la DS 23 che era offerta con l’iniezione elettronica o con  i carburatori. Al PSA & Friends sono presenti tutte, quindi quale migliore occasione per verificare direttamente su strada i diversi comportamenti.

Scegliamo la DS 23, il top della gamma contraddistintodall’allestimento Pallas (in listino dal 1964),  il massimo per eleganza e dotazioni che comprendono interni in cuoio, moquette spessa e morbidissima, cromature, vetri in tinta, aria condizionata, vernice metallizzata. Si spiega così il concetto di salotto viaggiante per l’alto livello di comfort con poltrone comodissime, che insieme al lavoro delle sospensioni idropneumatiche rendono unico il viaggio, in un’atmosfera silenziosa e ancora oggi senza alcuna rumorosità all’interno. Tra gli optional presenti l’aria condizionata Frigette e la radio d’epoca con le manopole per il volume e la barra rossa per sintonizzare i canali.

Possiamo guidare entrambe le motorizzazioni costruite, a carburatori e ad iniezione e, una volta alla guida e prese le misure con gli ingombri (4,80 mt la lunghezza) è il cambio che richiede qualche attenzione particolare. Infatti nel caso della versione a carburatori è un semi-automatico e c’è il piccolo “spadino” a comandare i passaggi di marcia, mentre quella a iniezione ha un più normale 4 rapporti al volante. Dove invece bisogna prendere confidenza è in quello che dovrebbe essere il pedale del freno, - il “chiodo” o “funghetto”- con comandi servo elettrici molto rapido ad attivarsi.

In comune le DS 23 hanno il motore, un 2.347 cc, progettato da Walter Becchia, che con i carburatori arriva a 115 Cv (SAE la misurazione in uso in quegli anni) e 130 CV con l’iniezione elettronica Bosch che la porta fino a 190 km/h di velocità massima.

Questo impianto denominato “D-Jetronic impiega un vero e proprio calcolatore che si occupa di parametrare i tempi di apertura degli iniettori in base ai valori di pressione dell’aria all’interno del condotto di aspirazione, posizione del pedale dell’acceleratore, temperatura dell’aria aspirata e temperatura di funzionamento del motore, con un iniettore addizionale dedicato all’arricchimento della miscela nella fase di riscaldamento del motore. Sulla base di tutti questi parametri, il sistema calcola fino a 6000 volte al minuto, la quantità ottimale di carburante, ottenendo così una combustione ottimale ed ottimi rendimenti. Un ulteriore segno d’innovazione di questo modello.

Sulla strade toscane percorrendo strade statali si sono subito fatti notare i cavalli in più nella versione più moderna soprattutto nelle fasi di accelerazione e ripresa dove il cambio semi-automatico richiede un po’ di potenza per il suo lavoro. Nel tratto di superstrada ci siamo lanciati a velocità codice senza alcun sussulto da parte del motore; sempre preciso l’inserimento in curva con il caratteristico movimento della carrozzeria.

Certo fa una certa impressione il viaggiare senza le cinture di sicurezza, non siamo più abituati a questo, ma dopotutto siamo tornati nel 1973 e allora non erano obbligatorie. La DS 23 non è la versione più venduta, anzi è abbastanza rara da trovare,  perché penalizzata dall’Iva che ai quei tempi era per le auto sopra i 2.000 cc del 38% contro il 18% dei quelle al di sotto di questo limite. Cosa che spinse la clientela verso la più accessibile DS 20.

 

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