Un test di Quattroruote dimostra che il diesel è "pulito"

07 Apr 2020 Paolo Pirovano
Un test di Quattroruote dimostra che il diesel è 'pulito'

Sull’ultimo numero di Quattroruote in edicola è presente una prova auto che serve a fare chiarezza sulle reali emissioni delle vetture. Il mensile ha testato tre auto in un lungo percorso cittadino a Milano e i risultati hanno portato in evidenza che l’ultima generazione dei motori diesel con omologazione Euro 6d (che è una cosa diversa dall’Euro 6d-Temp) inquinano meno dei benzina e anche degli ibridi plug-in (l’ibrido ricaricabile).

Oggetto della prova tre Mercedes, la Classe ‘A200 d’ che monta il nuovo diesel (OM654q) già omologato Euro 6d, la Classe ‘B160’ turbo benzina di 1,3 lt con filtro antiparticolato e la Classe ‘C300 de’ una delle poche auto con motore ibrido plug-in diesel. Il risultato è stato sorprendente perché la ‘A 200 d’ ha segnato emissioni di ossidi di azoto e un numero di particelle di polveri decisamente inferiori a quelle ammesse, addirittura più basse al benzina. La ‘C300 de’ ibrida è risultata meno inquinante a livello di ossidi di azoto emessi, ma seconda rispetto al Diesel per particelle allo scarico. Tutte tre le vetture utilizzate, inoltre, hanno segnato valori di gran lunga inferiori ai limiti consentiti, non solo su strada ma pure rispetto alle prove in laboratorio.

Da quando sono entrate in vigore le nuove normative, è obbligatorio verificare le emissioni non solo in laboratorio sui rulli, ma anche in un percorso stradale nel traffico chiamato RDE (Real Drive Emission) che serve per controllare principalmente gli Ossidi di Azoto NOx e il numero di particelle delle polveri sottili. Per fare questo occorre una strumentazione molto complessa che si chiama PEMS (Portable Emissions Measurement System), ovvero Strumento Portatile di Misurazione delle Emissioni, che viene collegato con lo scarico della vettura e registra ogni variazione.

Per rendere ancora più validi i risultati del test, è stato montato l’MSS Micro Soot Sensor, che rileva in continuo la concentrazione del particolato. Questo sistema non è richiesto per omologare le vetture ma viene abitualmente utilizzato dalle case costruttrici a fini di ricerca. Oltre a questo è stato installato anche un altro MSS, posizionato vicino alla presa di aspirazione, all’interno della calandra, per controllare la qualità dell’aria che entra nel motore. In pratica a bordo delle vetture testate c’era una centralina simile a quelle fisse che monitorano la qualità dell'aria nelle città.

Qui è stata rilevata un’altra sorpresa perché il secondo MSS (quello posizionato allo scarico) ha misurato una concentrazione di polveri molto inferiore rispetto all’MMS che verificava l’aria esterna. Questo è spiegabile perché il Filtro Antiparticolato montato nei diesel Euro 6d, trattiene non solo le particelle emesse dalla combustione ma anche parte di quelle presenti nell’aria. In pratica la Mercedes ‘A 200 d’ emette gas di scarico più puliti dell’aria che aspira.

Questo studio non sarebbe stato possibile senza la collaborazione della casa automobilistica che ha “prestato” i modelli e che si è realmente messa in gioco in una verifica esterna quanto mai rischiosa e grazie all’assistenza di Bosch che ha fornito tutta l’attrezzatura tecnica per le rilevazioni, strumenti molto costosi e particolarmente sofisticati.

Il test di Quattroruote è stato svolto come detto a Milano ed è iniziato il 3 marzo e poi ripetuto nei due giorni seguenti; non era possibile svolgerlo contemporaneamente con tutte e tre le auto dati i costi e la complessità dell’attrezzatura di verifica che doveva ogni volta essere smontata e rimontata. Il percorso partiva dalla centralina di rilevazione dell’inquinamento di viale Marche, per poi percorrere un lungo tratto di circonvallazione esterna, per arrivare in via Pascal (zona Città Studi) dove si trova un altro dei punti di controllo dell’aria. La scelta della città non è casuale perché nei mesi precedenti era stato sorpassato per diversi giorni il limite stabilito ed erano scattate le misure di blocco del traffico che si erano dimostrate del tutto inutili ed inefficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Ora con questi risultati ottenuti si dimostra, ancora una volta, che i continui pregiudizi sulle auto a gasolio sono decisamente superati e che le limitazioni alla circolazione, che vengono decise dalle amministrazioni locali dovrebbero riguardare, eventualmente, solo i veicoli più vecchi e con omologazione fino ad Euro3, lasciando via libera a quelli più moderni ed efficienti.

Speriamo che qualcuno si informi a dovere prima di decidere dei prossimi blocchi del traffico e voglia aggiornarsi sullo stato della tecnologia che viene sviluppata e utilizzata attualmente sulle auto.

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