Alfa Romeo Giulia 2020, iniezione di tecnologia

21 Nov 2019 Paolo Sardi
Alfa Romeo Giulia 2020, iniezione di tecnologia

Di bene in meglio. Bastano quattro parole per sintetizzare al massimo l’evoluzione dell’Alfa Romeo Giulia, che con il model year 2020 conferma le sue grandi qualità stradali e si aggiorna dal punto di vista delle dotazioni tecnologiche. La Giulia è d’altro canto una vettura ambiziosa, che punta senza mezze misure a riportare il Biscione laddove gli spetta, ovvero nell’Olimpo delle berline medie, e a spezzare così l’egemonia tedesca nel segmento D. E per riuscire nell’impresa in Alfa Romeo hanno deciso di raccogliere le istanze della clientela e di fare un upgrade a livello d’infotainment e dei sistemi di assistenza alla guida, ora di livello 2, allo stato dell’arte della categoria.

Da un punto di vista estetico è impossibile riconoscere gli esemplari 2020 da quelli che già circolano sulle nostre strade. La Giulia ha uno stile ancora fresco, che non smette di piacere, e non avrebbe avuto senso stravolgere una linea capace di essere atletica, elegante e personale al tempo stesso, senza neppure tanti fronzoli. Per accorgersi delle differenze occorre aprire la porta e dare uno sguardo alla plancia e al mobiletto centrale, che appaiono da subito più curati.
Sotto il bracciolo centrale è ricavato ora un vano con caricatore wireless per gli smartphone, mentre la manopola multitouch ha un aspetto più gradevole e offre un feedback migliore. Ai piedi della consolle è stato ricavato un ampio spazio con due porta bicchieri mentre nella parte alta spicca quella che è la novità principale. Si tratta di un nuovo schermo touch da 8,8 pollici bello da vedere e pratico da utilizzare, con logiche simili a quelle dei comuni tablet. Le dimensioni non sono una novità ma il salto in avanti è epocale: la definizione è maggiore e le schermate hanno un aspetto più moderno e possono essere personalizzate, gestendo le varie funzioni e le applicazioni in modo intuitivo, con azioni drag-and-drop.

A completare il quadro c’è poi un secondo schermo da 7 pollici piazzato nel mezzo della strumentazione, tra il tachimetro e il contagiri. Anche questo è configurabile a piacere e da qui si può controllare, tra le altre cose, il funzionamento dei sistemi di assistenza alla guida. Il massimo supporto in questo senso si ha impostando il cruise control adattativo con funzione stop & go e il dispositivo che mantiene l’auto nella corsia di marcia, fino a 60 km/ sulle strade urbane ed extraurbane o fino a 140 in autostrada. In questo modo basta tenere una mano sul volante e, in presenza di una buona segnaletica orizzontale, la Giulia guida praticamente da sola.

Queste tecnologie sono comode nel traffico più congestionato ma appena si trova strada libera con la Giulia vale la pena di riprendere il pieno controllo delle operazioni e sfruttare le doti straordinarie del suo telaio. E qui per fortuna non è cambiato niente rispetto al passato. Quest’Alfa Romeo continua a mostrare una straordinaria docilità e la sua precisione chirurgica nel tracciare le traiettorie resta un punto di riferimento per la categoria. L’ultima annotazione è per la silenziosità di marcia, aumentata con un meticoloso lavoro a livello dei materiali fonoassorbenti.
Ora la Giulia assicura viaggi più comodi e rilassanti, per la gioia dei maratoneti della corsia di sorpasso, gli stessi che nella gamma continuano a prediligere l’ottimo turbodiesel 2.2  JTDM, disponibile in configurazione da 136, 160, 190 o 210 CV. In alternativa c’è un due litri turbobenzina da 200 o 280 CV, mentre a fare da denominatore comune a tutte le varianti c’è un cambio automatico a otto marce.  

L’Alfa Romeo Giulia 2020 arriverà nei concessionari a gennaio con un listino ancora in via di definizione ma con una gamma rivista da cima a fondo. A comporla sono versioni che richiamano le gloriose Alfa del passato: i nomi di quelle più eleganti sono Super e TI, mentre il filone sportivo è composto da Sprint, Veloce e Veloce TI. E alle antenate si ispirano anche due nuovi colori, un giallo ocra e un rosso scuro metallizzati che ammiccano alle vecchie glorie del Biscione.

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