Avenger, piccola grande Jeep

27 Jun 2023 Roberto Tagliabue
Avenger, piccola grande Jeep

Della piccola Jeep si sa tutto oramai da tempo. Dalla candidatura all’elezione ad Auto dell’Anno 2023 la compatta B-SUV ha fatto parlare molto di sé, soprattutto della versione elettrica, proiettata verso il futuro della mobilità a basso impatto ambientale come prima Jeep full- electric.

La Avenger viene costruita in Polonia, presso gli stabilimenti di Tychy e dispone del motore elettrico da 156 CV e 260 Nm di coppia, alimentato dalla batteria della capacità di 54 kWh lordi (51 netti), con autonomia di 400 km nel ciclo WLTP combinato, che salgono a 550 in quello cittadino.

Alcuni mercati, tra cui Spagna e Italia, sono stati, per così dire, “graziati” dall’esclusiva motorizzazione full-electric, con l’inserimento in gamma del modello a benzina. Per questi è disponibile anche una versione dotata del motore tre cilindri 1.2 litri da 100 CV accoppiato al cambio manuale a sei rapporti.

Le abbiamo provate entrambe, molto simili, dentro e fuori, ma diverse nel temperamento. La compattezza del B-SUV è molto più evidente dal vivo che non in fotografia, con i classici stilemi Jeep, che richiamano molto le proporzioni di Compass e Grand Cherokee e la fanno sembrare più grande di quanto in realtà non sia.

L’abitacolo è spazioso davanti, i sedili sono sportivi e avvolgenti, con buon contenimento laterale soprattutto a livello delle gambe. Le regolazioni manuali di volante e sedile consentono di trovare la giusta posizione di guida a tutte le stature. La plancia è caratterizzata dallo schermo centrale in posizione orizzontale sospeso al centro sopra a una sorta di cilindro in tinta con la carrozzeria esterna, in cui sono ricavate le bocchette di aerazione. Un vano aperto, davanti al passeggero, sopra al cassettino porta oggetti, precede la bordatura su cui sono distribuiti tutti i comandi della climatizzazione e il potenziometro del volume: pratici immediati e sicuri più di qualsiasi sistema con schermo tattile.

Il tunnel centrale differenzia la versione elettrica da quella benzina. Nella prima la sequenza dei comandi di marcia è composta da una serie di tasti a sviluppo orizzontale, sotto la quale si trova un ampio vano porta oggetti, con la piastra di ricarica wireless del telefono, chiuso dallo sportello pieghevole simile alle custodie dei tablet. Sotto il pulsante per il freno di stazionamento elettrico e il selettore del Drive Mode.

Nello stesso spazio dell’ampio vano, la versione benzina ha la leva del cambio manuale a 6 marce. In comune gli interni porta, di materiale in stile Jeep più robusto che elegante, hanno lo spazio per contenere anche una bottiglia a testa. Tanti i vani porta oggetti per un totale di 34 litri, valore sopra alla media per una vettura poco oltre i 4 metri (4.08 mt di lunghezza, 1, 77 di larghezza e passo di 2,56 mt.

Il cruscotto digitale è ben incassato ma resta leggibile anche con il volante nelle due posizioni più lontane, la grafica è ad alta risoluzione, con le informazioni più importanti sono di facile e immediata lettura. I comandi al volante sono ben divisi: a sinistra quelli relativi al cruise control mentre a destra quelli dell’infotainment e del cruscotto.

Partiamo per la prova su strada con la versione elettrica percorrendo un tratto di città. La vettura, carica al 98% indica 392 km di autonomia: è il risultato dell’impiego medio di chi ha usato l’Avenger prima di noi, valore molto prossimo al dato WLTP dichiarato. La giornata è particolarmente calda e afosa, quindi scegliamo la mappatura “Normal” perché su “Eco” il condizionatore viene limitato e non può funzionare al massimo, sacrificando un po’ di autonomia sull’altare del comfort. Lo scatto è brillante ai semafori e l’agilità notevole, ci destreggiamo nel traffico con grande disinvoltura non solo per merito delle dimensioni ma anche per la prontezza della propulsione elettrica, sembra proprio il suo terreno ideale.

Percorriamo anche alcuni tratti di strada sterrata discretamente sconnessa. La luce a terra non raggiunge misure da fuoristrada estremo, 153 mm e occorre un po’ di attenzione, ma la motricità, merito dell’immediata e corposa coppia del motore elettrico, non smentisce il DNA Jeep malgrado la sola trazione anteriore, ben coadiuvata anche dalle specifiche mappature elettroniche del Select Terrain con sei modalità e l’Hill Descent Control di serie. Al buon comportamento nel soft offroad contribuisce anche la conformazione della carrozzeria, che consente comunque buoni angoli caratteristici rispetto all’altezza da terra: 20° d’attacco e di dosso e 32° d’uscita (35° la versione benzina).

Per il percorso inverso guidiamo la versione a benzina. Oltre ai tre pedali e all’evidente presenza della leva del cambio non c’è grande differenza nell’abitacolo. Il motore tre cilindri turbo a iniezione diretta, anche se dispone di 205 Nm di coppia massima, oltre 50 in meno dell’elettrico, è comunque pronto e brillante. Notiamo subito il rapporto finale particolarmente lungo, per contenere consumi ed emissioni: Jeep dichiara 5,5 l/100 km e 124 g/km di CO2. Con difficoltà si riesce a tenere la sesta sotto gli 80 km/h, che diventa vera over-drive adatta soprattutto alla marcia in autostrada.

Le prestazioni non sono da vettura sportiva, però l’accelerazione non è tanto inferiore all’elettrica: nello 0-100 km/h il benzina impiega 10,6 secondi mentre l’elettrica 9. La velocità massima di quest’ultima è limitata a 150 km/h mentre il benzina può allungare fino a 184 km/h. Il merito è anche nel contenimento del peso complessivo,1.182 kg il benzina e 1.536 l’elettrica.

La gamma si snoda su quattro allestimenti per l’elettrica e tre per il benzina: Avenger, la versione d’attacco elettrica parte da 37.900 euro, per salire a 39.900 Longitude, 41.400 Altitude, e 42.900 Summit. Più accessibili i prezzi della versione benzina, che parte dall’allestimento Longitude a 24.300 euro, 26.300 Altitude e 29.300 Summit.

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