Renault Zoe: crescono le prestazioni e l’autonomia

26 Sep 2019 Paolo Sardi
Renault Zoe: crescono le prestazioni e l’autonomia

In sette anni di onorato servizio la Renault Zoe è stata venduta in circa 160.000 esemplari e si è affermata come l’elettrica più diffusa in Italia, così come in Europa. Adesso per lei arriva tuttavia il momento di voltare pagina e di fare un importante salto di qualità in termini di immagine, prestazioni e di autonomia, che la aiuterà a portare nuovi proseliti alla causa dell’elettrico. A segnare la svolta è la terza generazione, ormai pronta a debuttare nelle vetrine dei concessionari.

La nuova Renault Zoe si riconosce in primis per gli inediti fari full Led che disegnano a modo loro l’ormai tipica C che accomuna tutte le ultime proposte della Régie. Il frontale ha ora un’aria più imponente, grazie alla presa d’aria trapezoidale, alle fossette che incorniciano i fendinebbia e alla grande losanga centrale, sotto la quale si nascondono le prese per la ricarica delle batterie. Anche le luci di coda si rifanno il trucco e guadagnano un aspetto più moderno, con tanto di indicatori di direzione dinamici.

Se a livello di sagoma la Zoe mantiene proporzioni familiari, nell’abitacolo si assiste a una piccola rivoluzione. La plancia e la consolle centrale cambiano nello stile e nei materiali e trasmettono l’idea di una maggior qualità con parti morbide e inserti in tessuto coordinati con il rivestimento dei sedili. La stoffa utilizzata sull’allestimento intermedio Zen e su quello top Intens merita tra l’altro una piccola parentesi: è infatti ottenuta riciclando bottiglie di plastica e vecchie cinture di sicurezza, una primizia assoluta nel mondo automotive. La vera protagonista della scena è però una coppia di schermi che dà alla Zoe il giusto tocco hi-tech. Un display digitale da 10 pollici rimpiazza infatti la classica strumentazione e fa gioco di squadra con il touch screen da 9,2 pollici del sistema d’infotainment, che integra Apple CarPlay e Android Auto. Poco più in basso c’è la leva del cambio automatico E-Shifter, attraverso la quale si può selezionare anche la nuova modalità B-Mode. Scegliendola si aumentano il freno motore e, di conseguenza, la frenata rigenerativa delle batterie. Il rallentamento in rilascio si fa così intenso da poter guidare usando quasi sempre un solo pedale, dopo un minimo di apprendistato.

La novità principale di questa Zoe è comunque ben celata alla vista. Si tratta di un pacco batterie da 52 kWh, ospitato in una piattaforma aggiornata anche per integrare meglio tutti i sistemi di assistenza alla guida ADAS. Questi accumulatori migliorano del 25% l’autonomia, che raggiunge i 395 km. I motori disponibili sono due, con un’unità R135 da 100 kW che affianca quella R100 da 80 kW già presente nel precedente listino. Il nuovo propulsore vanta una coppia di 245 Nm, consente di scattare da 0 a 100 in meno di 10 secondi e di riprendere da 80 a 120 km/ in 7,1 secondi, migliorando di 2,2 secondi il tempo ottenuto in passato. Un progresso evidente si registra pure nei tempi di ricarica: ora la Zoe può collegarsi anche a colonnine a corrente continua DC da 50 kW e ottenere in una mezz’oretta l’energia necessaria a coprire 150 km. Con 22 kW occorre invece un’ora per guadagnare 125 km di autonomia, mentre il tempo raddoppia con “soli” 11 kW. Con una wallbox domestica da 7 kW servono invece circa nove ore e mezza per ricaricare al 100% una batteria completamente scarica. Neanche a dirlo, connettendo il cavo a una semplice presa di rete i tempi si fanno invece biblici.

Ma come va su strada la nuova Renault Zoe? Liquidarla con un semplice “benone” sarebbe riduttivo. L’elettrica transalpina conquista da subito con un posto di guida ben studiato, reso più pratico e più funzionale anche dall’adozione di un freno di stazionamento automatico. In marcia si ha modo di apprezzare il leggero miglioramento dell’insonorizzazione, mentre tra le curve la cura ricostituente cui è stato sottoposto il pianale rende la guida più precisa e piacevole, nonostante la Zoe non sia certo una piuma. Un difetto emerge invece accomodandosi sul divano: per far posto alle batterie sottostanti la seduta è alta e lo spazio per la testa è limitato.

Quanto al motore R135, l’unico disponibile al momento della prova, la sua spinta è notevole e basta stuzzicare l’acceleratore per avere risposte sempre brillanti, anche nei tratti in salita. Con un’elettrica, però, il pensiero è normale che vada subito ai consumi di energia e da questo punto di vista la Zoe sa sorprendere anche gli scettici, mantenendo su strada le promesse fatte dagli ingegneri. Guidando con piede felpato sui saliscendi della Costa Smeralda abbiamo percorso 220 km consumando poco più di metà carica e con un’autonomia residua di 180 km. Replicare questo risultato in un percorso autostradale sarebbe impossibile ma è evidente come questa Renault allarghi gli orizzonti delle elettriche compatte e porti la loro autonomia al livello dei modelli di segmento superiore.

La democratizzazione dell’elettrico ad autonomia elevata passa anche attraverso un listino piuttosto popolare. La versione R100 è infatti proposta negli allestimenti Life e Zen a 25.900 e 27.100 euro, mentre la R135 si può avere in allestimento Zen e Intens rispettivamente a 27.700 e 29.300 euro, oltre che nella ricca serie limitata Edition One, composta da 50 esemplari venduti a 31.300 euro. A queste cifre vanno eventualmente aggiunti gli 8.200 euro necessari ad acquistare il pacco batterie, nel caso non si volesse noleggiarlo, ma vanno altresì scalati gli incentivi statali e locali, che possono addirittura far scendere di più del 50% l’esborso da sostenere per portare a casa una Zoe.

 

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