70 anni Abarth 1949-2019

05 feb 2019 Paolo Pirovano
70 anni Abarth 1949-2019

La storia della Abarth inizia il 31 marzo del 1949 quando Karl Abarth (1908 - 1979) fonda a Torino la Abarth & C. insieme al pilota Guido Scagliarini. Ricorre quindi il 70° anniversario di un marchio conosciuto in tutto il mondo per il grande impegno sportivo sia in pista sia nei rally e per i numerosi record internazionali di velocità, esperienza che sono sempre state trasferite direttamente nei prodotti di serie.

Prima di passare alle auto il fondatore ha un’intensa attività nelle competizioni motociclistiche prima da pilota e poi alla guida di un sidecar ma, dopo un secondo grave incidente smette con le due ruote e nel 1945 si trasferisce a Merano dove ottiene la cittadinanza italiana, rinunciando a quella austriaca di nascita.

Dopo una breve esperienza in Cisitalia, apre nel 1949 l’azienda con il proprio nome e sceglie come simbolo lo scorpione, in omaggio al segno zodiacale visto che Abarth era nato il 15 novembre. La prima vettura prodotta fu una 204 A Roadster, derivata da una Fiat 1100, che vinse immediatamente il campionato italiano 1100 sport e quello di formula 2.

All’attività sportiva, affianca la produzione dei kit di elaborazione per vetture di serie che aumentano potenza, velocità e accelerazione. Sono gli anni in cui le famose marmitte di scarico sono un segno distintivo di chi ricercava migliori prestazioni dalla propria auto. Un grande successo commerciale e nel 1962 la Abarth produce 257.000 marmitte, con uno staff di 375 persone.

Sul finire degli anni Cinquanta arrivano i primi risultati sportivi di rilievo come quello ottenuto con una Fiat Abarth 750, carrozzata Bertone nel 1956, un primato di durata e velocità registrato il 18 giugno, sulla pista di Monza, quando viene battuto il record delle 24 ore percorrendo 3.743 km a una velocità media di 155 km/h. solo pochi giorni dopo, dal 27 al 29 giugno, sempre sulla pista lombarda, batte numerosi record, sui 5.000 km, sui 10.000 km, sulle 5.000 miglia e anche sulle 48 e 72 ore.

Questi risultati aprono la strada anche al successo commerciale e la stessa vettura sempre nel 1956  viene carrozzata da Zagato in due versioni differenti: la Fiat Abarth 750 Zagato e la Fiat Abarth 750 GT Zagato e Franklin Delano Roosevelt Jr., figlio del presidente degli USA, si precipita in Italia per siglare con Abarth un accordo di distribuzione in esclusiva.Il modello più conosciuto e popolare però arriva con la Fiat 500 nel 1958 quando la piccola utilitaria viene completamente trasformata in una vera auto da corsa e diventa così più  stretta la partnership con Fiat, che si impegna a riconoscere premi in denaro alla Abarth in base al numero di vittorie e record che la scuderia sarebbe riuscita a realizzare.Inizia un decennio indimenticabile per le vetture turismo e sport e l’elenco delle auto con lo scorpione è quanto mai lungo con altri 10 record del mondo, 133 record internazionali, più di 10.000 vittorie su pista. 

Dal 1971 la Abarth diventa a tutti gli effetti di proprietà di Fiat Auto, e l’ultima vettura alla cui realizzazione partecipa attivamente il fondatore del marchio è la A112 Abarth. E nel corso degli anni 80 la storia prosegue con vetture famose quali la Fiat 131 Abarth tre volte Campione del Mondo di Rally (1977/78/80) e la Ritmo Abarth e la sede storica diventa il cuore delle attività sportive del Gruppo. All’interno verranno sviluppate anche le Lancia 037 e numerosi prototipi per le competizioni.
Carlo Abarth si è spento il 24 ottobre 1979.
Un passato glorioso, che ritorna quando avviene il rilancio del marchio attraverso una nuova linea con i modelli Abarth Grande Punto (2007) e Abarth 500 (2008).

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