Il Governo non rinnova gli incentivi per l'auto

09 Oct 2020 Paolo Pirovano
Il Governo non rinnova gli incentivi per l'auto

E adesso? A volte le scelte e le decisioni del Governo sembrano essere davvero incomprensibili. Tra queste rientra di sicuro il mancato rifinanziamento degli incentivi per le autovetture nella fascia con emissioni comprese tra 91 e 110 grammi di CO2 al chilometro con l’obiettivo dello svecchiamento del parco auto, assente all’interno del testo di conversione in legge del ‘Decreto Agosto’ approvato dal Senato.  Ricordiamo che gli incentivi a carico dello Stato per le autovetture ricadenti in questa fascia di emissioni erano fissati in 1.500 euro per gli acquisti con rottamazione e 750 euro per quelli senza rottamazione.

Una scelta al limite dell’autolesionismo e della poca lungimiranza, dato che gli incentivi varati e esauriti velocemente come nel mese di settembre,  non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al PIL. Anzi, le misure adottate finora si sono complessivamente autofinanziate, ed hanno portato 58 milioni di euro in gettito IVA, oltre ai maggiori introiti legati all’immatricolazione dei veicoli, tra cui l’IPT”.

Molto netta e dura la presa di posizione di FEDERAUTO e UNRAE - Associazioni rappresentative della filiera industriale e commerciale del settore automobilistico italiano che hanno dichiarato: “I dati diffusi nei giorni scorsi sulla confortante ripresa del mercato grazie agli incentivi - hanno aggiunto sono la dimostrazione tangibile di quanto sia stato efficace questo strumento. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno assistiamo, nello stesso periodo, all’immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% di auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/Km), circa l'11% in meno".

Servono quindi delle misure urgenti da parte della politica per sostenere un settore, come quello dell’auto, che vale il 10% del PIL nazionale e da cui dipendono migliaia di piccole e medie aziende, con decine di migliaia di posti di lavoro attualmente a rischio. È il momento di garantire norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all’acquisto e agli operatori del settore una adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali.

“In questa fase particolarmente delicata per l’economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile” – concludono FEDERAUTO e UNRAE – “Chiediamo, pertanto, al Governo di assicurare che i fondi esauriti o in via di esaurimento vengano rifinanziati per i restanti mesi del 2020 con l'obiettivo di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico fatto continuando anche il cammino virtuoso intrapreso di riduzione delle emissioni ambientali”.

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