Toyota Prius

20 Aug 2016 Paolo Pirovano

Toyota Prius cambia quasi tutto con la nuova IV generazione. La vettura che ha messo d’accordo il mondo dell’automobile con gli amanti della natura, ora dedica più attenzione a chi l’automobile l’apprezza per quello che può offrire: utilità e un pizzico di divertimento, quando possibile.

Resta però vivo il dna Prius a cominciare dal design, che come nei modelli precedenti sottintende lo status di vettura al di fuori dei canoni tradizionali. Nell’insieme molto uniforme, quasi da monovolume aerodinamico, si è aggiunta una maggiore caratterizzazione dei vari elementi. Il muso è ancora più affusolato (basti dire che l’emblema è più in basso che nel coupé GT86), i bordi d’attacco dei parafanghi più netti, la coda con un bordo a mo’ di spoiler che si protende ai lati verso l’abitacolo, come fosse sorretta dai gruppi ottici. Piccola concessione alla moda del momento, il montante posteriore mascherato da una placca nera, a dar la sensazione del tetto fluttuante. Il tutto contenuto in 4,54 mt di lunghezza, 1,76 di larghezza e 1,47 d’altezza.

 

La nuova Prius, dunque, è più ampia nell’impronta a terra (+80 mm / +15 mm) ma leggermente più “assettata” (-20 mm). Ciò grazie alla nuova piattaforma TNGA (Toyota New Global Architecture) nella quale i suddetti 20 mm in meno si riflettono in un abbassamento del baricentro di pari valore. Se aggiungiamo la presenza di un retrotreno a bracci duplici e un posto guida con volante più verticalizzato di 4 gradi, iniziamo a comprendere come la Prius non voglia più esser solo un mezzo ecologico per spostarsi “tout court” ma anche una vettura piacevole da condurre.

 

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